Letteratura

La campana di Marbach. Gli anni “svizzeri” di Antonio Ligabue in un romanzo

Antonio Ligabue, Autoritratto con moto, cavalletto e paesaggio (particolare), 1953-1954 ca.

Prima un approfondimento storico mirato, che ha visto la luce con il titolo Antonio Ligabue. Gli anni della formazione (1899 – 1919), nel 2019; in seguito, l’intuizione che da quei dati storici potesse emergere la trama per un racconto di finzione ma neanche troppo. Tanto si sa dell’attività italiana di Antonio Ligabue (1899-1965) – la vita e la carriera di Antonio Ligabue vengono fatte coincidere con le pianure emiliane, dove l’artista ha vissuto dai vent’anni in poi – mentre poco, pochissimo, si conosce, invece, della sua infanzia in Svizzera. Eppure quegli anni furono fondamentali per la formazione del futuro pittore di fama internazionale, secondo solo a Van Gogh. Ne è convinto il prof. Renato Martinoni, che proprio di quel periodo ha voluto fare l’oggetto del suo romanzo, La campana di Marbach (Guanda, 2020), definito dalla critica – nella persona di Dacia Maraini – «un romanzo amaro e struggente, in bilico fra biografia e fiaba lirica».

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