Letteratura

La poesia incandescente di Matteo Ferretti e le illustrazioni visionarie di Marino Neri

«[…] Forse è proprio questa la ragione dell’odierna furia: un voler mettere ordine senza il costo dell’attesa, della parola che spiega, dell’eterna nostra contraddizione. E l’odio è troppo spesso un atto d’amore dato a un ideale che non ha bisogno dell’uomo». (M. Ferretti)

Un poeta pluripremiato (Massimo Gezzi) e un poeta esordiente (Matteo Ferretti) si sono confrontati ieri sera alla Casa della Letteratura per la Svizzera italiana dando vita a un dialogo davvero ricco di riflessioni sul ‘fare poetico’ e sulla forza delle illustrazioni (di Massimo Neri), capaci di evocare sotto-testi inattesi e creare giochi narrativi sorprendenti.

© Marino Neri.

L’occasione è stata la presentazione di Tutto brucia e annuncia (Casagrande 2019), la prima raccolta poetica di Matteo Ferretti, docente di Italiano al Liceo Lugano 1. Intervistato dall’amico e collega Massimo Gezzi ha svelato tutti i retroscena di questo promettente libro, la cui genesi è interessante tanto quanto le tematiche lì affrontate. Le cinquantaquattro poesie che lo compongono sono nate autonomamente nell’arco di dieci anni, periodo durante il quale Ferretti ne ha scritte molte altre: si tratta di una selezione in cui è emerso un “archetipo”, un comune percorso di parole, concetti e immagini. Tale percorso è stato poi strutturato nelle tre sezioni dell’opera, che si raccolgono intorno ad altrettanti interrogativi: come facciamo i conti con il concetto di Tempo e di Storia? (L’odierna furia); qual è il senso e l’utilità della nostra vita? (Le piccole ragioni); cosa sono le nostre relazioni e, in particolare, l’amore? (Entanglement). Massimo Gezzi, ribadendo la struttura tripartita della raccolta, ha poi offerto un’ulteriore chiave di lettura – confermata dall’autore – che vede il libro come un attraversamento dei tre regni di dantesca memoria: l’inferno, non della coscienza, ma dei nostri tempi, dominati dalla violenza e dagli egoismi; il purgatorio, luogo degli affetti, degli incontri e dei ricordi; il paradiso, qui non regno di pace, ma di speranza, bellezza e amore, le sole cose che possono salvarci dall’inferno quotidiano o conviverci, in un rapporto difficile e contraddittorio.

© Marino Neri.

Nella raccolta vi sono sottili parallelismi tra odio e amore. Il primo, inizialmente, sembra avere la meglio («[…] E l’odio è troppo spesso un atto d’amore dato a un ideale che non ha bisogno dell’uomo»), inghiottendo con la sua fiamma impietosa case, speranze e certezze. Nel seguito, questa forza prorompente assume sempre più una valenza positiva, rimpicciolendosi sino a diventare una fiammella sullo stoppino di una candela che bruciando veglia sui bambini che dormono, o che illumina la nostra natura, permettendoci di riconoscerci («[…] Basta quel poco di luce per sapere di essere ancora umani»). Infine, diventa un sottile e vigoroso raggio di sole che penetra e vince l’oscurità («[…] L’amore è tutto contenuto nel sole»). Ecco rilevato cosa “brucia” e “annuncia”: letteralmente “tutto”. Le due parole, nelle poesie di Ferretti, assumono tutte le loro possibili accezioni: la fiamma è sì una forza distruttiva e impietosa che mette luce sugli egoismi degli uomini e le tragedie dei nostri tempi, annunciando la natività della guerra, ma è anche uno sprazzo di luce che avanza in questo buio fino a diventare speranza e amore. L’Amore è inteso come una forza universale, che sfugge al tempo e allo spazio unendo ineluttabilmente due o più anime (da qui la scelta di dare alla sezione il nome di “entanglement”, termine della fisica quantistica che – semplificando – si manifesta come una correlazione tra le parti di un sistema che, una volta entrate in contatto, mantengono il loro legame anche se lontane per miglia).

© Marino Neri.

A fare da controcanto a questa «poesia ragionativa» (così l’ha definita lo stesso Ferretti), sono le illustrazioni di Marino Neri – quattro per ogni sezione, composte a loro volta da diciotto poesie – che declinano con esiti sempre diversi tre immagini: una statuetta preistorica, un cervo, una piuma. Tali illustrazioni non nascono con le singole poesie, non hanno una funzione didascalica: al contrario, concorrono a sviluppare nuove riflessioni e prospettive, traducono in disegni pensieri che l’autore non riusciva ad esprimere in poesia. Un esempio: affiancata a una poesia che parla di immigrazione – e specialmente del naufragio che provocò 368 vittime, a poche miglia da Lampedusa, nel 2013 – vi è un’illustrazione di un ragazzo con una veste di fuoco e sulle cui spalle porta una bambina; l’interpretazione è lasciata libera al lettore (l’ha salvata il ragazzo o il fuoco?), ma nasconde sicuramente il ricordo di Enea, che, gravato dal peso del padre Anchise, fugge da Troia in fiamme.

Il ricorso al fantastico è un mezzo per interpretare la realtà, e non per l’evasione, ha sottolineato Marino Neri, le cui immagini amplificano la “visionarietà” della raccolta di cui parla il poeta Fabio Pusterla nella prefazione di Tutto brucia e annuncia, definendolo inoltre «un libro complesso e incandescente» che ci fa fare i conti – ha aggiunto Massimo Gezzi – con il mondo che abitiamo attraverso una parola poetica densa, stratificata, complessa e al tempo stesso limpida.

Lucrezia Greppi

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