Intervista

Scrivere per scoprire, scoprire per vivere: Melania Mazzucco a “Sconfinare Festival”

La scrittrice Melania Mazzucco.

È una scrittura, quella di Melania Mazzucco – tra le autrici più importanti della narrativa contemporanea – fatta di figure che compaiono e scompaiono, labili, flebili, sempre in bilico tra l’invisibilità, il rischio di soccombere e, invece, la possibilità di vedersi riconosciuta una dignità nuova, spesso riconquistata proprio grazie ai libri della stessa Autrice, che ha dedicato loro, per la prima volta, inaspettatamente un libro. Così accade ad esempio con la protagonista dell’Architettrice: Plautilla Bricci, pittrice italiana, conosciuta per essere stata l’unica architetta dell’epoca preindustriale, eppure troppo spesso dimenticata. Ma come è giunta Melania Mazzucco a certe figure, che le sono valse, di libro in libro, traduzioni della sua opera in ben 28 Paesi, oltre che riconoscimenti – è il caso di Lei così amata (2000), dedicato alla scrittrice e viaggiatrice Annemarie Schwarzenbach – come il SuperPremio Vittorini, il Premio Bari Costa del Levante, il Premio Chianciano e il Premio Napoli? Domande importanti, quasi delle urgenze che emergono al lettore avido dei suoi libri e che le poniamo, in occasione del suo arrivo, il prossimo 1° ottobre alle 10, a Bellinzona, in Piazza del Sole, per il Festival “Sconfinare”.

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