Festival

Sentieri della memoria a La Via Lattea 21

In cammino al Parco delle Gole della Breggia durante La Via Lattea 14.

Giunta alla sua ventunesima edizione, La Via Lattea torna dove tutto ebbe inizio: il Parco delle Gole della Breggia, scenario della prima edizione nel 2004. L’edizione 2025 si intitola Campus stellae – “campo della stella” – un richiamo al pellegrinaggio medievale verso Santiago di Compostela, ma anche all’idea di un campo base, luogo di incontro e di partenza per nuove avventure.

Il cuore della manifestazione sarà alla Torre dei Forni, edificio di archeologia industriale che diventa quartier generale del festival. Qui, dal 23 al 31 agosto, si potrà visitare una mostra che ripercorre la storia della Via Lattea attraverso le creazioni grafiche di Marco Zürcher: manifesti, mappe, cartoline, libretti e oggetti che ricostruiscono un vero e proprio sentiero di memoria.

Il programma rende omaggio ad alcune figure chiave che hanno accompagnato il cammino del festival. Tra queste Giuliano Scabia, poeta che quest’anno avrebbe compiuto novant’anni, ricordato con Cinghiali al limite del bosco e con Opera della notte, messa in musica da Mario Pagliarani e presentata all’aperto dopo una passeggiata notturna (29 agosto). Tornano interpreti storici come il fisarmonicista Claudio Jacomucci, che proporrà anche la sua nuova fisarmonica microtonale (30 agosto), e il Duo Métamorphoses, protagonista di un doppio omaggio a Messiaen con il Catalogue d’oiseaux eseguito al tramonto e all’alba (28 e 30 agosto).

Accanto ai concerti, spazio alle produzioni radiofoniche realizzate dal Teatro del Tempo con RSI Rete Due, da ascoltare sdraiati su materassini nel suggestivo Frantoio del Cemento (25–29 agosto). Non mancano iniziative per i più piccoli, come il Water Walk Lab (23–24 agosto), laboratorio musicale ispirato a John Cage, affidato al percussionista Julien Annon, il ritorno del cinema con Stardust Memories di Woody Allen e tre nuove produzioni filmiche dedicate ad edizioni passate.

Raimund Rodewald, ex-direttore della Fondazione svizzera per la tutela del paesaggio, a Muggio durante La Via Lattea 16.

Oltre a ripercorrere la propria storia, LaVia Lattea 21 celebra cinque importanti ricorrenze: i 150 anni dalla nascita di Maurice Ravel, i 100 anni dalla morte di Erik Satie, gli 80 anni dalla morte di Béla Bartók e di Anton Webern, i 60 anni dalla morte di Edgard Varèse. Cinque piccoli omaggi a cinque giganti del Novecento, fra cui spicca una rarità: Frontispice—per pianoforte a cinque mani!—una delle pagine più enigmatiche e meno note di Ravel.

Inoltre, incontri e conversazioni arricchiscono il programma: dal costruttore di strumenti Ambrosius Pfaff  (26 agosto) al biologo Raimund Rodewald (27 agosto), fino a una giornata dedicata ai “Viandanti” per riflettere sul futuro della Via Lattea (24 agosto). Il tutto accompagnato da momenti conviviali con i sapori di Cucina Vagabonda e Cantina Cavallini.

Il gran finale è atteso il 31 agosto all’Oratorio di Balerna con Per quella strada lactea di Johannes Ciconia: un happening che intreccia musica, letteratura e cinema, condensando vent’anni di festival in due ore, con musicisti e attori provenienti da diverse edizioni. La chiusura è affidata a una festa collettiva e a una jam session aperta a tutti.

Per maggiori informazioni: www.teatrodeltempo.ch

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