Teatro

Senza Confini – Ricominciare da un abbraccio

Riprende, dopo la pausa natalizia, anche la stagione di Senza Confini che, in modo forse un po’ trasgressivo e temerario, visti i tempi, ma anche necessario, parte da Abbracci, spettacolo tenero, poetico, comico portato in scena al Foce di Lugano dal Teatro del Telaio. Scenografia essenziale, accenni clowneschi vagamenti chapliniani, due personaggi, un uomo, una donna che, in bianco e nero, fanno anche riferimento all’universo buffo e simpatico dei panda, avviano tutte le tecniche di un corteggiamento simbolico, all’inizio mosso da diffidenza e dai furti reciproci di bastoni cavi, solide canne di bambù che lei abbellisce di fiori; ciascuno, dal suo angolo, vorrebbe costruirsi il proprio recinto-casa, ma poi imparano a condividere e l’incontro si trasforma in una comunicazione a base di telefonate e bigliettini. Senza parole e passaggi onomatopeici, la comunicazione avviene a sguardi e gesti. Tutto qui? La luce sembra spegnersi su un finale enigmatico, quando una rassicurante voce fuori campo propone un manuale, una guida, sorta di “scuola degli abbracci”, visto che i due non riescono a trovare il modo di realizzarli.

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