Un maestro di Feng Shui disse una volta: se avete un gatto, osservate quali sono i posti della casa che preferisce, lì si trovano energie e armonia positive. Vivendo con un gatto si ha l’impressione, alcune volte, che ci sia un contatto diretto con il soprannaturale. Così, Musetta, quando si metteva a fissare l’inesistente, l’invisibile, sembrava cogliere presenze al di là delle possibilità umane. Quando era all’erta, le orecchie tese, lo sguardo fisso con le pupille dilatate sul nulla… O quando si metteva a soffiare e ringhiare, improvvisamente, a fantasmi che solo lei percepiva. Magica e inquietante.

Musetta spiritata
Ma alcuni episodi in particolare colpirono l’umana… Lei, per un certo periodo, prima di portarla nella cappella di famiglia, aveva tenuto in casa l’urna con le ceneri di sua madre e per non vedersela sempre intorno, l’aveva nascosta in un angolo dell’appartamento, sotto una sedia. Poco dopo, quando un giorno non si trovava Musetta da nessuna parte, la scoprì a dormire con il corpo avvolto attorno all’urna. Cosa poteva sentire o capire, è restato un mistero tra l’animale e l’enigma di quell’atto straordinario e struggente.
Un altro racconto riguarda il linguaggio: cosa comprendono di quello che diciamo? Il tono, la mimica, il gesto, di cui hanno afferrato il senso…? Qualcuno dice alcune parole ripetute e che rimandano ad un cibo, ad un atto particolare, secondo un modello pavloviano. Ma quella volta lei rimase di stucco. Non ricorda neanche perché si sia comportata così, di solito non ci si rivolge ad un animale, così come ad un bambino piccolo, nello stesso modo con il quale si parla ad un adulto: Musetta era saltata sul tavolo e si era messa a bere dell’acqua da una ciotola, era voltata di schiena, non poteva vederla in faccia e lei con il tono più naturale possibile, come se si stesse rivolgendo ad un altro essere umano, disse: “Guarda che se hai sete c’è del latte in cucina”. Musetta saltò giù immediatamente dal tavolo, andò in cucina e si mise a slappare il latte fresco che era stato versato nella sua ciotola. Spiegazioni? Nessuna, fa parte del “pacchetto” felino domestico, enigmi compresi.

Musetta sul tavolo
E poi… Per un po’ di tempo, dopo essere entrata nella sua nuova abitazione in seguito alla morte della sua compagna anziana, Musetta si comportava in maniera davvero singolare, qualcosa di mai fatto prima. Ogni tanto si metteva freneticamente a cercare dietro gli angoli, gli schienali dei mobili, come se avesse perduto o annusato qualcosa… Quindi rivolta verso le pareti emetteva una sorta di straziante ululato, lungo e forte, un tipo di miagolio che nessuno aveva mai sentito, in tutta la vita precedente di gatta. Era questo un modo per esprimere il dolore della sua perdita? O forse era un richiamo rivolto alla persona che non le era più accanto. La sua nuova convivente non lo sapeva, non poteva saperlo, era solo conscia di quanto quei versi le trafiggessero il cuore.
Manuela Camponovo
(32. Continua)