Teatro

Successo al Sociale per “Un tram che si chiama Desiderio”

Il male lo capisci se hai il coraggio di guardarlo negli occhi, di affrontarlo a testa alta, opponendogli un’opzione di bello, di buono. Blanche – la protagonista ben nota di Un tram che si chiama Desiderio, celebre dramma di Tennessee Williams  –  questo coraggio non ce l’ha mai avuto, ma spereremmo, come spettatori, che almeno alla fine della pièce lo trovi. Solo al termine dello spettacolo – portato ieri, per la seconda sera di fila, sul palco del Teatro Sociale di Bellinzona –  capiamo invece che la “redenzione” di Blanche non va tanto cercata nell’happy ending – cosa che Williams non avrebbe assolutamente potuto prevedere per il suo racconto, volendo raccontare la fine di una certa società americana perbenista e ipocrita – ma nei singoli fotogrammi del racconto. Capiamo, soprattutto, che la redenzione, la promessa di una speranza, in certi casi, può non essere più consistente di un battito d’ali, “eternità che ti cade tra le mani”, come dirà Blanche stessa.

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