Architettura

“The Vessel” è la nuova attrazione di New York

The Vessel, New York (2019). © M.Elisa Altese.

Si trova tra la zona di Chelsea e Hell’s Kitchen la nuova struttura alta 46 metri e composta da ben 154 rampe di scale. Si chiama The Vessel.
Progettata da Thomas Heatherwick, realizzata con un mix di acciaio e bronzo e costata 150 milioni di dollari. Si trova all’interno del nuovo complesso residenziale e commerciale Hudson Yards, sull’estremo versante ovest di New Yok.

Si sale sulla linea 7 della metropolitana e si scende alla fermata “34th Street – Hudson Yards” tra la 33esima e la 34esima strada, ecco che ci si trova di fronte alla nuova attrazione della città di New York: la torre a nido d’api chiamata The Vessel. Il nome è temporaneo ma pensato proprio perché il complesso assomiglia ad un intreccio di vasi sanguigni perché le rampe di scale composte da un totale di 2500 gradini danno l’illusione di incastrarsi l’uno con l’altro. C’è chi l’ha definita la nuova torre Eiffel di New York e chi invece ha paragonato la sua forma a quella di un döner kebab, l’impressione è ovviamente sempre soggettiva, ma una cosa è sicura: questa struttura è originale. Ribattezzata ad oggi come “la scalinata di New York”, ridisegna lo skyline più famoso del mondo.

È parte integrante del recente complesso “Hudson Yards” una mini-città dentro New York, di cui fanno parte: quattro grattacieli (progettati da architetti di alto profilo mondiale); un centro commerciale alto sette piani che si estende su area di circa 67.000 metri quadrati; un centro culturale, e tutta una serie di altri complessi residenziali e commerciali in fase di costruzione.
La commissione di The Vessel è stata assegnata al progettista Thomas Heatherwick ed è costato intorno ai 150 milioni di dollari. Molti dicono l’essenza della struttura è italiana visto che i pezzi sono stati costruiti a Monfalcone in provincia di Gorizia (Friuli-Venezia Giulia, Italia), e poi sucessivamente trasportati negli Stati Uniti.

The Vessel all’interno, New York (2019). © M.Elisa Altese

L’entrata è gratuita ma bisogna essere muniti di biglietto, scaricabile direttamente online.
Per far in modo che non ci sia un flusso troppo abbondante di visitatori, il personale gestisce l’accesso a turni, l’organizzazione è eccellente e l’attesa è accettabile tra un turno e l’altro, variando tra i 10 e i 20 minuti.
Poco prima di fare ingresso all’interno di The Vessel, l’entusiasmo è palpabile, famiglie, amici e coppie pronte a vivere l’esperienza: quella di salire e scendere la recente attrazione della città.
Una volta entrati, il primo impatto alzando gli occhi verso il cielo è quella di sentirsi molto piccoli all’interno di un gioco geometrico a decagono; si inizia salendo uno scalino alla volta, decidendo da sé la via da seguire nell’ascesa tra le varie rampe; munito anche un ascensore panoramico che permette a coloro con disabilità di poter vivere le diverse sensazioni all’interno della struttura. C’è chi scatta selfie panoramici, chi filma con il proprio smartphone ogni singolo passo, e chi decide di condividerlo attraverso una videochiamata con una persona speciale che si trova dall’altra parte del mondo.

Ogni livello offre un panorama e una prospettiva diversa dell’ambiente circostante e delle persone. Cosa c’è da fare qui? Nulla, se non camminare su e giù. Ma è proprio questa la bellezza della torre cioè la sua ambiguità può farla diventare qualsiasi cosa: può essere un luogo di meditazione, un posto dove incontrarsi con gli amici prima di esplorare la città, oppure qualsiasi altra cosa. Saranno i cittadini, con il passare del tempo, a definirla e a renderla propria.

Maria Elisa Altese

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