Letteratura

Tra cognito e incognito. Il Giacometti di Jacques Dupin nella traduzione di Gilberto Isella

L’uomo dietro l’artista, il creatore prima della creazione. Così il critico d’arte e poeta Jacques Dupin decise, fin dal suo primo saggio dedicatogli, di guardare a uno dei più grandi artisti della scena novecentesca: Alberto Giacometti. Una ricerca e una riflessione sviluppatesi per tappe – dai fondamentali Textes pour une approche del 1963 all’introduzione, nel 1990, della traduzione francese degli scritti giacomettiani, gli Écrits, passando per il saggio La réalité impossible, edito nel 1978 – e che colmava una lacuna profonda negli studi dedicati al Giacometti: quella di un’indagine che non si svolgesse solo sul piano culturale, ma anche attenta alla dimensione umana dell’artista. Così, per Gilberto Isella – ospite del Festival del Libro di Muralto domenica scorsa – tradurre i Textes pour une approche per la Casa editrice Pagine d’Arte diventa non solo un modo per dedicarsi all’amico Dupin – conosciuto e stimato anzitutto da lettore ma poi ripetutamente incontrato dal vivo, fino all’instaurarsi di una profonda amicizia – ma anche per colmare un’evidente lacuna nella bibliografia francese di Giacometti edita in Italia

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