Incontri

Uno, ciascuno, centomila: oltre mille miliardi

Giulio Busi, esperto di mistica ebraica e di storia rinascimentale, è professore ordinario di Studi ebraici alla Freie Universität di Berlino, dove dirige l’Istituto di Giudaistica.

Da giovani eravamo pieni di speranze. Ora, con l’andar degli anni – racconta Giulio Busi – siamo colmi di ricordi. È un deposito pieno la nostra anima: gioie, amarezze, impressioni; e non si può non ricordare, nella grande età dove il deposito della nostra anima è già così pieno. Siamo magazzinieri e organizziamo i ricordi che sono una forma temporale, quasi fossero spazi, perché capiamo di più lo spazio del tempo. Ma ne abbiamo paura; pure le memorie sono una grande ricchezza se sappiamo usarle: è troppo stretta la nostra vita per contenerle. Per questo – racconta a Milano in un Teatro Parenti colmo in ogni posto – ho scritto Uno. Il battito invisibile: alla ricerca di un filo, un legame che ci leghi a sé anche quando sfioriamo la morte. I figli, la razza, le perline di Murano che si tengono l’un l’altra, se stanno assieme. Ognuna screziata e fragile e poiché è vetro tagliato, ogni tanto dev’esser reinfilata la trama.

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