Letteratura

#USI25: il legame indivisibile tra vita e letteratura

Che altri si vantino delle pagine che hanno scritto, io sono orgoglioso di quelle che ho letto 
(Jorges Luis Borges)

L’Università della Svizzera italiana compie 25 anni. A inaugurare i festeggiamenti – in tempo di covid, resi fruibili al pubblico in modalità online – ieri, in concomitanza della Giornata mondiale dedicata dall’Unesco al libro, l’Istituto di Studi italiani (ISI), durante una ricca mattinata di interventi sul tema della scrittura e della lettura, intese come attività precipua non solo per gli studenti, ma anche dell’uomo tout court.

La lettura come esperienza di vita
Significatività e essenzialità della lettura e della scrittura alluse sin dal titolo dell’iniziativa – Leggere, scrivere, vivere – come ha spiegato, dopo i saluti del rettore USI Boas Erez, il prof. Stefano Prandi, direttore dell’ISI: «Inauguriamo questa mattina un’occasione importante di riflessione – ha sottolineano il direttore Prandi – che si rivolge a un pubblico molto più vasto di quello accademico, ovvero a tutti coloro che interpretano la lettura come esperienza di vita. Lettura e vita: non posso, a questo proposito, non ricordare la magistrale interpretazione del mio maestro, Ezio Raimondi, dell’opera di Renato Serra, entro la quale la lettura si configura come un dialogo in continua metamorfosi col testo. Nessuno meglio di Raimondi ha saputo mostrare le implicazioni etiche della lettura, nel momento in cui l’oggetto testuale torna ad acquisire il volto di un altro soggetto: il volto, appunto, del lettore. Più egli aderisce ai toni e alle figure degli intrecci semantici e più scatta l’intensa sensazione di prossimità. Questo accade precisamente perché il linguaggio letterario è un’esperienza e non un contenitore dal quale trarre significato; esperienza, ma anche luogo dell’impreveduto, degli incontri improvvisi e inaspettati».

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