Teatro

Viaggio cosmico fra le orbite del Bauhaus

Poter contare sul territorio di uno spazio come il Teatro San Materno che, grazie alla tenacia e al disegno progettuale di Tiziana Arnaboldi, riesce a produrre occasioni artistiche di qualità, è decisamente un privilegio.
Spesso ignorato perché non è luganocentrico, figuriamoci quando il suo programma va a coincidere con proposte come quelle che sta offrendo al pubblico il Festival Internazionale del Teatro, da qualche giorno in pieno svolgimento al LAC.
Eppure il pubblico ticinese, pigro e campanilista, dovrebbe fare uno sforzo per valicare la montagna più alta del mondo, il Monte Ceneri. Almeno quando ne vale la pena. Il che non vuol dire necessariamente voltare la schiena ad altre proposte, bensì allargare il proprio punto di vista. Magari a costo di qualche sacrificio.

Abbiamo così deciso di assistere a una delle repliche di Autour du corps, l’omaggio al Bauhaus che la coreografa asconese ha recentemente messo in scena per tre serate accompagnate dal sold-out di una storica ma piccola sala che, in osservanza alle regole sanitarie, deve comunque rinunciare a oltre metà dei posti a disposizione. Abbiamo però fatto bene ad andare a vedere lo spettacolo. È fra le migliori realizzazioni dell’Arnaboldi. Lo spettacolo è un riuscito sviluppo dei concetti basilari della sua ricerca sul movimento e sulle esperienze del Bauhaus legate al Teatro.

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