I contenuti dell’Osservatore n.40/2025
I contenuti del numero 40/2025 de L’Osservatore, disponibile da sabato 27 settembre 2025:
Apriamo il numero con Remigio Ratti, che riflette sulle Frontiere, cicatrici della storia e sui trent’anni della Regio Insubrica.
Seguono, in Forum, le relazioni – a cura di Corrado Bianchi Porro – di due interventi svoltisi al Festivalfilosofia di Modena, Carpi e Sassuolo: Sybille Krämer ci invita a guardare ai media e all’intelligenza artificiale come a messaggeri che parlano di noi, ma non al nostro posto; Michela Marzano, invece, parla di paideia: educare significa tirare fuori la luce sepolta nei ragazzi, ascoltare anche il loro silenzio e accompagnarli nella scoperta della propria autenticità.
Apre Cultura il contributo d’arte di Dalmazio Ambrosioni dedicato a Mario Bernasconi, scultore ticinese influenzato dal Bauhaus che rivive nel museo di Pazzallo con la sua dimensione internazionale. Segue una nutrita pagina teatrale, prima con Giorgio Thoeni che traccia il profilo del danzatore e coreografo Thomas Hauert, insignito quest’anno del Gran Premio svizzero delle arti sceniche / Anello Hans Reinhart, poi con Rebecca Ruggeri che recensisce lo spettacolo Il Barone rampante, regia di Riccardo Frati, in scena a Milano. La rubrica di Gerardo Rigozzi continua il suo Viaggio nel pensiero occidentale con la crisi della democrazia. Luca Cerchiari presenta il libro dello scrittore, giornalista, insegnante Guido Michelone, Il jazz e la critica che contiene ben ottanta interviste a personalità coinvolte in diversi modi nel settore. Infine, questa volta, non di cinema ma di televisione ci racconta Maria Sole Colombo, in particolare della “prestige tv”, quella serialità ambiziosa e d’autore: che fine ha fatto?
La sezione Economia, curata da Corrado Bianchi Porro, si apre con la conferenza di Alessandro Aresu al FestivalFilosofia, dove ha discusso di Asia, tecnologia e geopolitica. Seguono le relazioni di due incontri svoltisi al Festival Francescano di Bologna: il meteorologo Luca Mercalli ci ammonisce che resta molto poco tempo per fermarci prima del disastro ambientale; infine, le testimonianze sul lavoro solidale – dalla libreria di Scampia ai campi pugliesi liberati dalla mafia, fino ai laboratori d’arte inclusiva – che mostrano un’Italia viva e capace di rigenerarsi.
Per gli interessati è disponibile un numero gratuito di prova, prelevabile indicando il proprio indirizzo di posta elettronica.
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