Il Venezuela è stato liberato dopo tredici anni dalla dittatura di fatto di Nicolás Maduro. La decapitazione del regime di Caracas viene spacciata da Donald Trump – presidente che si era detto non interventista, ma che invece si è dedicato in poco più di un anno dall’inizio della sua presidenza a operazioni chirurgiche mirate per far valere l’interesse degli Stati Uniti – come un grande colpo al narcotraffico che avvelena il popolo americano. Ma l’attacco ha soprattutto una valenza politica e geopolitica. Dal cosiddetto “cortile di casa degli Stati Uniti” viene dunque eliminato un alleato di Mosca, Pechino, Teheran e Pyongyang. Trump è deciso ad affermare la supremazia statunitense sul continente americano, frustrato dalla penetrazione cinese in America Latina. Ma il pezzo grosso rimane il petrolio venezuelano – sebbene questo sia di difficile estrazione anche a causa delle disfunzioni legate alla cattiva gestione di Maduro e dei suoi sodali.
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