“Anicca”: arti visive e poesia in dialogo ad areapangeart

Con Anicca. Danza creaturale dell’impermanenza, areapangeart inaugura il nuovo anno espositivo con la sua trentacinquesima mostra, in programma dal 9 febbraio al 27 aprile 2026 negli spazi di Casgnò 11a, Camorino–Bellinzona. L’inaugurazione si terrà lunedì 9 febbraio alle ore 19.00.
L’esposizione riunisce le opere di Daria Caverzasio Hug, Paola Mongelli e Loredana Müller in un progetto corale che intreccia fotografia, incisione e parola poetica, affrontando il tema dell’impermanenza attraverso il prisma concettuale della “trilogia” buddhista: Anicca (impermanenza), Dukka (sofferenza) e Anatta (non-sé).
La mostra, curata da Loredana Müller, si configura come una dimensione augurale e meditativa, invitando a riconoscere nell’instabilità dell’esistenza non una perdita di senso, ma una possibilità di consapevolezza. Anicca è intesa come superamento e continua accettazione, sottrazione del controllo senza negazione della caducità. Da qui l’idea di una “danza creaturale”, gesto poetico ed etico che si oppone alla banalizzazione del bene e apre a una responsabilità condivisa verso il vivente.
Il progetto si muove in un orizzonte che attraversa le grandi tradizioni spirituali, dal Buddhismo al Cristianesimo, richiamando l’etimologia di religio come “raccogliere” e “rilegare”: prendersi cura della dimensione sacra del mondo. In questa prospettiva, l’estensione “creaturale” diventa accettazione sottile e rispetto profondo tra esseri umani, animali, piante, fiumi, mari, montagne, ma anche idee, culture, pensieri e alterità. L’arte e la poesia si fanno così strumenti di trasformazione e azione cosciente di pace.
Le artiste
Daria Caverzasio Hug (Mendrisio, 1957) sviluppa una ricerca fotografica di forte impronta lirica e poetica. Formata in Storia dell’arte all’Università di Firenze, ha collaborato a mostre e cataloghi in Ticino e si è dedicata alla valorizzazione di archivi e carte calcografiche, lavorando tra musei e istituzioni oltre le Alpi. La sua pratica artistica indaga le zone di contatto tra mito e memoria, presenze assenti e dialoghi di natura misterica. In mostra presenta opere stampate a pigmenti su carta di cotone, tra cui la serie Prima che sfiorisse l’essenza del fiore, sfiorirono i fiori (da Gertrude Stein): viaggi visivi tra orchidee e fiori colti nel loro patire il tempo e la mancanza, dove l’impermanenza assume un valore quasi scultoreo. Il percorso prosegue con In volo, visione in cui i piedi dell’artista emergono tra ombra e riflesso, trascendendo la gravità, e con le carte Leggéro, che accostano il perire terreno a presenze luminose e simboliche di rara intensità.
Paola Mongelli (Torino, 1972) è artista visiva e fotografa. Laureata in Scenografia all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, insegna oggi in ambito universitario e conduce laboratori di fotografia sperimentale, anche in contesti legati alla disabilità. La sua ricerca, nutrita dall’esperienza teatrale, si concentra su luce e ombra come dispositivi di riflessione e autorappresentazione. Ad areapangeart espone lavori in cui il tema del busto–tronco / albero–figura diventa corpo a corpo con un’estetica ribaltata, scrittura di luce e di passaggio. Accanto alle fotografie su carta di cotone a pigmenti, presenta autoritratti al buio, disegni realizzati con tecniche dirette e automatismi (carta carbone, frottage), tracciati coprendo l’occhio vedente per “generare con l’occhio buio”. Segni intensi, indiretti, che abbagliano proprio sottraendosi.
Loredana Müller (Mendrisio, 1964), formatasi all’Accademia di Belle Arti di Roma e attiva anche come docente nelle arti applicate e nelle tecniche pittoriche, espone una serie incisoria volutamente spiazzante. Le sue opere dialogano con l’inafferrabilità dell’animale in chiave quasi surreale: figure che appaiono come negativi, al tempo stesso preistoriche e contemporanee. Si tratta di strisce di carta di cotone incise e stampate 1/1 da lastre di zinco, con continue varianti di segno, barba e colore. Müller utilizza inchiostri autoprodotti (fuliggine, cenere, terre) e combina tecniche dirette e indirette: acquaforte, ceramolle, carborundum, verre gravure. Nelle serie dedicate a Sauri, Canidi, Felini, Pesci, Uccelli, Umani, Conigli, le figure diventano “fossili di luce”, presenze guardiane dell’istante, versi visivi sulla libertà originaria del vivente, predato o predatore, comunque “autore del sé”.
Poesia e suono
Elemento centrale del progetto è il dialogo con la poesia e il suono. In sala sono presenti tre testi poetici dedicati al tema del “Passo”.
In occasione dell’inaugurazione, verrà presentata la poesia Impassire di Andrea Balzola, drammaturgo, scrittore e docente di Arti e Media all’Accademia di Belle Arti di Torino: un testo di matrice surrealista che, attraverso la metafora del passo, evoca la danza dell’impermanenza. La poesia sarà letta dal soprano Luisa Castellani, che curerà anche i suoni in sala, eseguendo CKCKC di Giacinto Scelsi e Sequenza III di Luciano Berio.
Accanto al testo di Balzola, due ulteriori contributi poetici sostengono il percorso espositivo: uno di Gilberto Isella, poeta e critico letterario, da tempo legato ad areapangeart, e uno di Marino Cattaneo, architetto, insegnante e “geopoeta”, appassionato di toponimia, geologia e free jazz. I tre testi confluiranno idealmente nel progetto di un futuro libro d’artista Passo, che unirà poesia e incisioni delle tre artiste.
Programma degli incontri
La mostra sarà accompagnata da tre serate di approfondimento, con inizio alle ore 19.00.
2 marzo. Proiezione del film I colori della mia terra di Werner Weick, ritratto RSI (2021) dedicato a Loredana Müller, alla presenza del regista.
6 aprile. Incontro con Daria Caverzasio Hug e Paola Mongelli, in dialogo con Gilberto Isella e Andrea Balzola.
27 aprile 2026. Intervento musicale a cura di Luisa Castellani, con l’esecuzione dal vivo di CKCKC di Scelsi interpretato da Beatrice Pellegrino, seguito da una lettura poetica di Marino Cattaneo.













