Letteratura

Casa della Letteratura 2026: una stagione “fuori (n)orma”

Uscire dall’orma, abitare la deviazione, sostare nelle soglie: con Fuori (n)orma la Casa della Letteratura per la Svizzera italiana disegna il programma 2026 come una mappa di territori instabili, dove la letteratura diventa strumento di attraversamento tra normalità e follia, centro e margine, identità riconosciute e identità negate. Il progetto nasce dal desiderio di attraversare lo sguardo dell’“altro”, di lasciarsi interrogare dal dubbio e di aprirsi a nuove rappresentazioni, mettendo in discussione ciò che è dato per scontato. “Fuori (n)orma” diventa così un invito a esplorare ciò che resta ai margini, nei territori meno battuti del pensiero, delle identità e dei linguaggi.

Il tema 2026 attraversa questioni cruciali del presente: la salute mentale, le identità queer, il lavoro invisibile, le discriminazioni legate a razza, classe e genere, le forme dell’amore e dell’affettività, le memorie familiari e collettive, le identità cancellate. L’immagine del manifesto, realizzata dall’illustratrice ticinese Lisa Cattaneo in dialogo con il pensiero della filosofa Sara Ahmed, rafforza visivamente il senso del progetto: la possibilità di costruire “nidi” in luoghi inattesi come metafora di un pensiero queer, libero, non conforme. A questo si affianca anche il rinnovamento del sito internet della Casa della Letteratura, segno di una stagione che guarda al futuro non solo nei contenuti, ma anche nei linguaggi e nelle forme della comunicazione.

Curato dalla direzione artistica di Mara Travella insieme alla Commissione di programmazione, il programma si sviluppa lungo tutto l’arco dell’anno con incontri, performance, concerti poetici, eventi di editoria alternativa e appuntamenti dedicati alla traduzione letteraria, con masterclass e seminari aperti al pubblico. Centrale è anche l’attenzione alla formazione per operatrici e operatori culturali, così come il sostegno a scritture esordienti e a voci consolidate della scena letteraria della Svizzera italiana e internazionale.

La stagione si apre il 21 febbraio con l’inaugurazione performativa Fuori (n)orma. Corpi, lingue, linguaggi, un doppio evento che mette subito in scena il cuore concettuale del progetto. La performance fulmine di Rebecca Solari attraversa dialetto ticinese, distorsioni vocali e frammentazione identitaria in un corpo sonoro anti-eroico e non normato; segue Lettere a Golem di Eugenia Giancaspro, epistolario performativo tra poesia, Lingua dei Segni Italiana e gesto scenico, che esplora l’identità femminile come costruzione e auto-narrazione. Il linguaggio non è mezzo neutro, ma campo di frizione, conflitto e trasformazione.

Il 28 febbraio il tema della salute mentale entra al centro del discorso con Alcide Pierantozzi, che presenta Lo sbilico in dialogo con Massimo Gezzi: un confronto radicale sui confini della normalità psichica, tra diagnosi, fragilità, disturbi e identità. La letteratura diventa qui spazio di verità e di esposizione, capace di sottrarre la psiche alla medicalizzazione astratta per restituirla alla complessità del vissuto.

Il 14 marzo è la volta di Nadeesha Uyangoda, che con Acqua sporca porta al centro migrazione, classe, razza, lavoro e identità postcoloniali: un fuori norma che attraversa i corpi, i territori e le genealogie familiari, restituendo voce a soggettività marginalizzate.

Il 25 aprile la Casa della Letteratura apre i propri laboratori con Scritture in corso, evento di premiazione del Premio Chrysalide: un vero e proprio “editing collettivo” pubblico in cui i processi creativi diventano visibili, condivisi, attraversabili. La scrittura non come prodotto finito, ma come pratica, metodo, costruzione.

Il 13 giugno la contaminazione tra arti prende forma in Contaminazioni sonore, con il progetto Ultimo fiume di Leo e Fabio Pusterla e la performance raw music di Michael Fehr: poesia, suono e musica si fondono in un’esperienza immersiva dove il testo poetico diventa paesaggio acustico, corpo sonoro, materia viva.

Il 26 settembre, con Isabelle Flückiger e il romanzo Une Suisse au noir, il programma affronta il tema delle identità invisibili: sans papiers, lavoro nero, privilegio, classe, diritti. Un’indagine narrativa che attraversa le contraddizioni del sistema svizzero e porta alla luce ciò che normalmente resta fuori campo.

Il 10 ottobre spazio all’editoria non industriale con Editoria taglia & cuci, incontro tra Il Verziere e Sartoria Utopia: libri cuciti a mano, produzione artigianale, poesia come oggetto, gesto, pratica comunitaria. Il libro non come prodotto seriale, ma come atto politico e poetico.

Il 24 ottobre la performance archiv di Asa Hendry affronta il silenzio familiare, la trasmissione dei traumi generazionali e l’identità queer nel contesto dell’agricoltura alpina. Un lavoro che intreccia paesaggio, corpo, memoria e narrazione, portando al centro la dimensione del non-detto.

La stagione si chiude il 21 novembre con l’Omaggio ad Adelheid Duvanel, figura centrale e marginale insieme della letteratura svizzera di lingua tedesca: una scrittura frammentaria, intima, segnata dalla malattia mentale e dalla marginalità sociale, oggi finalmente oggetto di una riscoperta critica e editoriale. A raccontarci di questa figura incredibile e contraddittoria la sua traduttrice, Alessia Ballinari, che dialogherà con Francesca Rodesino.

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