
La storica Sala Albertini nella sede centrale del Corriere della Sera in via Solferino a Milano (Foto: A.Gasparini)
Milano, 5 marzo 2026: sono i centocinquant’anni dalla nascita del Corriere della Sera. Il giornale ha attraversato e raccontato l’Italia in tutti i suoi momenti cruciali. Dall’unificazione incompiuta alla Grande Guerra. Dal ventennio fascista alla Resistenza. Dalla ricostruzione al boom economico. Dagli anni di piombo alla Repubblica dei partiti. Dall’11 settembre all’intelligenza artificiale. Un percorso non sempre lineare, fatto di grandezze e di errori, certo. Ma anche di coraggio e di compromessi: sempre al centro della vita pubblica italiana. Quando Eugenio Torelli Viollier, ex garibaldino, decise di fondare un nuovo quotidiano milanese, l’Italia stava cambiando pelle. Era il 5 marzo 1876. E proprio in quei giorni cadeva la destra storica di Marco Minghetti, mentre saliva al potere la sinistra di Agostino Depretis. L’Italia era un paese giovane, quindicenne, ancora incerto della propria identità nazionale, prevalentemente agricolo e con forti divari territoriali. Milano stampava già diversi quotidiani.
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