Rocco Schira porta in scena “MOFO” al Foce di Lugano
Giovedì 19 (18.30) e venerdì 20 marzo (20.30), al Teatro Foce di Lugano va in scena MOFO. Performance di Rocco Schira.
Uno sguardo animale sull’umano contemporaneo: MOFO fonde i concetti di FOMO (la paura di essere tagliati fuori) e metamorfosi per indagare l’identità contemporanea, la solitudine sociale e il corpo come prodotto del capitalismo digitale. Al centro della scena, una salamandra velenosa osserva il mondo dalla sua vasca da bagno. Anche lei soffre la solitudine dell’iperconnessione, la dismorfia corporea e la FOMO. Compone canzoni e riflette su problematiche sociali.
Lo spettacolo affronta temi urgenti come la dipendenza digitale, il body shaming, la dismorfia corporea, l’ipermascolinità performativa e la solitudine queer, intrecciando parola, musica, movimento e una forte componente visiva. La maschera, fulcro estetico e concettuale del lavoro, viene indossata per essere tolta: nasconde per rivelare. MOFO è un racconto potente sul desiderio di connessione e sulla tenerezza della vergogna, scritto in seconda persona in italiano, integrando anche piccoli inserti in inglese e dialetto ticinese, capace di tenere insieme ironia e brutalità, confessione intima e riflessione collettiva.
MOFO è creato e interpretato da Rocco Schira, con la drammaturgia di Bendix Fesefeldt, scene e costumi di Schira stesso, occhio esterno coreografico di Reut Nahum, con i ticinesi Manuela Bachmann Bernasconi, Arno Ferrera e Léna Sophia Bagutti-Khennouf. Le musiche sono curate dal musicista torinese e zurighese Andrea Vacca, con alcune sue composizioni, e il lavoro vocale seguito da Raissa Avilés. Lo spettacolo è prodotto da FATE Produzioni (ex Matrioska) in coproduzione con Teatro Sociale Bellinzona.