Forza e fragilità dei corpi umani e glaciali in scena con “Rimaye”

Foto: Giulia Lenzi
Mercoledì 22 aprile alle ore 20.00, al Teatro Foce di Lugano, la compagnia di danza AZIONIfuoriPOSTO, apre un’indagine poetica su ciò che è destinato a scomparire e sull’eredità che lascia, partendo da una riflessione sulla fusione e sul distacco dei ghiacciai.
In Rimaye – un disvelamento materico, corpi umani e corpi glaciali sono messi in relazione in quanto forze in movimento, capaci di trasformare il paesaggio e custodire memorie, legati indissolubilmente al Tempo e alla sua irreversibilità. Il termine “rimaye” viene utilizzato in alpinismo per indicare il crepaccio terminale del ghiacciaio, spazio vuoto che separa il ghiaccio in movimento dalle pareti rocciose. Attraverso una serie di escursioni e ricerche sul campo nei pressi di alcuni ghiacciai delle Alpi, il progetto accosta il linguaggio performativo-coreografico della compagnia ad una ricerca scientifica e storica dei paesaggi montani in mutamento, riflettendo sulla forza dirompente e sulla fragilità disarmante sia dell’umano sia dell’ambiente che lo circonda, mettendoli sullo stesso piano e ponendo l’attenzione sulla loro capacità di modellarsi e immagazzinare storie e vissuti destinati a sparire, lasciando spazio a ciò che verrà.