Festival

La lingua del futuro a Babel Festival 2026

Dal 16 al 20 settembre Bellinzona ospiterà la XXI edizione di Babel, il festival internazionale di letteratura e traduzione, che quest’anno inaugura la direzione artistica di Anna Schlossbauer e Lara Ricci con un tema di forte attualità: Lingue per mondi possibili. L’edizione 2026 prende le mosse da una domanda tanto semplice quanto decisiva: la lingua che parliamo influenza il nostro modo di pensare e di immaginare il mondo? Attorno a questo interrogativo si svilupperà un programma che riunirà scrittori, traduttori e artisti, insieme, per la prima volta, a studiosi delle scienze cognitive e del linguaggio. L’obiettivo è esplorare il potere trasformativo delle parole e riflettere sul loro ruolo nella costruzione di società più giuste, inclusive e sostenibili.

Se la lingua contribuisce a plasmare il nostro immaginario, spiegano Schlossbauer e Ricci, acquista un significato ancora più profondo il dibattito sulla lingua inclusiva, sulla decolonizzazione del linguaggio e sulla necessità di un lessico più consapevole nei confronti delle persone e dell’ambiente. Il festival intende così mettere in dialogo riflessioni filosofiche, linguistiche e scientifiche, confrontando il pubblico con le più recenti ricerche sul rapporto tra lingua e pensiero. Anche il nuovo presidente di Babel, Henry Peter, sottolinea il valore culturale e civile della manifestazione: in un mondo attraversato da conflitti e polarizzazioni, la traduzione e la letteratura rappresentano strumenti essenziali per comprendere culture diverse, favorire il dialogo e rafforzare la convivenza.

Il programma si articolerà in cinque giornate di incontri, spettacoli e appuntamenti interdisciplinari che si estenderanno, quest’anno, in nuovi spazi della città, coinvolgendo, oltre al Teatro Sociale, il convento di Monte Carasso, la cantina di Manimatte e l’officina Nephos.

Mũkoma wa Ngũgĩ

Dopo gli eventi di anteprima tra Lugano e Bellinzona, con la performance conclusiva del laboratorio L’AltraLingua (16.09), l’inaugurazione della mostra fotografica White Noise di Mark Peterson, dedicata al suprematismo bianco negli Stati Uniti (17.09), e la proiezione del documentario A Fox Under a Pink Moon (17.09), il festival entrerà nel vivo venerdì 18 settembre all’Antico Convento delle Agostiniane di Monte Carasso con la performance di Saba Anglana e l’incontro inaugurale La lingua del padrone, che vedrà dialogare Mũkoma wa Ngũgĩ e Ubah Cristina Ali Farah sul linguaggio come strumento di potere e di emancipazione.

Sabato 19 settembre sarà dedicato al rapporto tra lingua, identità e trasformazione sociale: dalle riflessioni su Ursula K. Le Guin e Verena Stefan, passando per una conversazione con Nicola Gardini sull’Odissea come reinvenzione linguistica del mondo, fino agli incontri con il neuroscienziato Lorenzo Ciccione e la psicolinguista Sandrine Zufferey sul legame tra linguaggio, cervello e disuguaglianze di genere. Completeranno la giornata una passeggiata letteraria tra le figure femminili della cultura svizzera, con Valentina Grignoli, un confronto sulla traduzione femminista con Noémie Grunenwald e Carla Demierre, nonché il concerto della percussionista Béatrice Graf.

La giornata conclusiva di domenica 20 settembre porterà sul palco del Teatro Sociale alcuni dei protagonisti più attesi del festival: Wilfried N’Sondé, con una riflessione sull’antropocentrismo attraverso la narrativa; Sarah Elena Müller, che discuterà del potere della scrittura nel rielaborare il passato; Claudia Rankine, sul rapporto tra linguaggio, razza e violenza; lo scrittore palestinese Nasser Abu Srour, che racconterà la propria esperienza di prigionia e il valore della parola come forma di resistenza; infine Nicola Gardini e Francesca Tripaldi chiuderanno il festival con uno spettacolo dedicato all’Odissea e alla capacità della lingua di reinventare il mondo. Accanto agli incontri sarà proposto anche un appuntamento dedicato ai bambini con Sylvie Neeman e Francesca Ballarini.

Francesca Ballarini

La traduzione continuerà a occupare un ruolo centrale nel festival: saranno proposti sette laboratori dedicati alle principali lingue europee, ai quali si aggiungono, per la prima volta, un workshop di traduzione dall’arabo e un modulo dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale sulla traduzione letteraria e sulla professione del traduttore. Accanto agli incontri letterari, Babel offrirà un ricco programma multidisciplinare con il podcast Tornasole, una nuova pubblicazione della collana Alfabeti Babel e iniziative dedicate ai più giovani.

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