I lefebvriani e il baluardo della Chiesa contro il nuovo autoritarismo

1° luglio 2026: la consacrazione episcopale di quattro nuovi vescovi della Fraternità Sacerdotale San Pio X a Ecône senza mandato pontificio
«Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato» (Mc 2,27): con questo principio Gesù non voleva relativizzare la religione, ma al contrario esprimere un criterio per distinguere tra vera religione e fondamentalismo. Una distinzione che i lefebvriani, come tutti i tradizionalisti, ritengono un tradimento perché fanno dell’identità religiosa un assoluto astorico – un idolo o fetish. Il Concilio con il quale la Chiesa cattolica ha riconosciuto l’autonomia della società civile e il valore della tolleranza religiosa, l’inviolabilità della dignità umana che si esprime tramite i diritti fondamentali e soprattutto la libertà religiosa e di coscienza – in una parola per il principio della laicità (non da confondere con il laicismo e la laicité) – ha chiaramente indicato una linea rossa a riguardo, affermando che si può essere “conservatori” nella Chiesa, ma non “tradizionalisti” contro di essa. Ecco perché la scelta dei lefebvriani per il Messale del 1962 non è soltanto una questione liturgica o di spiritualità, ma una chiara affermazione politica su quale Chiesa e quale società un cristiano debba sostenere. Per loro è una visione del mondo che subordina il valore dell’essere umano all’affermazione identitaria di “Dio, patria, famiglia”. Non sorprende pertanto che tra loro si trovino anche negazionisti della Shoah, come è stato uno dei vescovi ordinati da Lefebvre stesso e “riconciliati” con la Chiesa da Papa Benedetto, Richard Williamson.
Come ogni fondamentalismo, anche i lefebvriani non solo sentono un disagio nei confronti della modernità: si dimostrano incapaci di affrontare le sue sfide e di vivere la forza della fede cristiana all’interno di essa. Così diventano un punto di riferimento per le destre politiche che ritengono la democrazia e la società aperta come origine del male o addirittura come espressione dell’“anticristo”. Non a caso, esponenti italiani (qui non c’entra il mondo MAGA) di tali movimenti (come Forza Nuova o Futuro Nazionale) erano presenti a Ecône. Risulta comunque significativo che solo pochi giorni prima Trump abbia ufficializzato lo studio di una commissione che dimostri che fu un errore storico dividere Stato e Chiesa. Da diversi lati della nostra società emergono dunque segni di insofferenza con gli acquisti storici dell’Illuminismo e un nuovo fascino per l’autoritarismo. Segni che, per quanto possa essere irrilevante il gruppo dei lefebvriani nella Chiesa, devono essere letti come premonitori. E il prossimo gruppo – i redentoristi transalpini – ha già annunciato un’ordinazione scismatica, tra due settimane in Scozia.
Con la sua reazione, Papa Leone dimostra di dare a questi fenomeni il giusto peso storico: «Mi spiace, ma noi andiamo avanti» sulla realizzazione del Concilio e del nuovo ruolo geopolitico della Chiesa in difesa dell’ordine del diritto e del rispetto incondizionato della dignità umana.
Markus Krienke