Quando il corpo diventa parola: il 6° festival di Poschiavo

Che cosa racconta un corpo quando le parole non bastano? E in che modo la scrittura può dare forma alle trasformazioni, alle memorie e alle esperienze che attraversano la fisicità? È attorno a queste domande che si sviluppa la sesta edizione di Lettere dalla Svizzera alla Valposchiavo, in programma a Poschiavo dal 2 al 4 ottobre 2026.
Il tema scelto, Le parole del corpo, nasce — spiega la direttrice artistica Begoña Feijoo Fariña — da un’indagine sul rapporto fra scrittura e corporeità: i corpi che impugnano una penna o siedono di fronte a una tastiera, i movimenti che accompagnano le letture ad alta voce come metronomi di un ritmo scritto e da trasmettere, e infine i corpi dei personaggi alle prese con l’adolescenza, la vecchiaia, la transizione di genere. Un tema, dunque, che si muove dalla dimensione più intima a quella collettiva, e che permette di attraversare la letteratura svizzera contemporanea da una prospettiva ampia.
Il festival, nato per favorire il dialogo fra le diverse regioni linguistiche della Svizzera, propone tre giornate di incontri, letture e confronti con autrici e autori delle quattro lingue nazionali. Tutti gli appuntamenti sono gratuiti.
Anteprime
A precedere il programma ufficiale ci sarà un incontro in collaborazione con la Casa dei Grigioni, con lo scrittore svizzero Fabio Andina, autore di L’interno delle nuvole, romanzo che racconta la fragilità dei legami, la forza nascosta nell’infanzia e il coraggio di ripartire. Sul palco la band Semenza da N’Us, attorno alla musicista poschiavina Martina Zanetti, residente a Coira. Il gruppo presenterà un repertorio di canzoni originali in dialetto poschiavino, in cui lingua, musica e identità locale si intrecciano in una forma espressiva contemporanea.
È inoltre previsto un laboratorio di traduzione letteraria, in calendario dal 28 settembre al 1° ottobre e guidato da Ruth Gantert e Luciana Cisbani. Il risultato del lavoro verrà presentato giovedì 1° ottobre alle 17.20 in Piazza Comunale, con una lettura corale e plurilingue.
Venerdì 2 ottobre

La cantante Cinzia Regensburger.
L’inaugurazione è affidata, alle 20, ai saluti ufficiali a Casa Torre, seguiti da una bicchierata con autrici e autori. Alle 20.30 sarà Cinzia Regensburger, cantante e pianista di Scuol, ad aprire la manifestazione con un concerto che intreccia musica classica, pop e jazz, lingua romancia e paesaggio engadinese: l’artista presenterà il nuovo EP Per Tai, accompagnata dalle coriste Samira e Rahel e da danza ed elementi scenici sensoriali.
Sabato 3 ottobre

La poetessa Laura Pugno.
La seconda giornata entra nel vivo alle 10 con il dialogo tra il poeta Massimo Gezzi e la poetessa e scrittrice Laura Pugno: un confronto in cui la poesia di Gezzi mostra come la carne registri il passare degli anni, mentre la fisicità diventa terreno di scontro con l’alterità dei personaggi.
Alle 11.30 sarà la volta della scrittrice svizzero-tedesca Julia Weber, in dialogo con la sua traduttrice Ruth Gantert: qui la corporeità assume la forma di una metamorfosi quasi fantastica, luogo privilegiato per interrogare identità e trasformazione.
Alle 14.30 Alice, il magazine settimanale di Rete Due dedicato all’editoria, trasmetterà in diretta dal festival. Protagoniste saranno Sara Catella e Noemi Nagy, in dialogo con Moira Bubola: due autrici per cui il corpo diventa oggetto di indagine, spazio di esperienza, memoria e identità.

La scrittrice e artista Flurina Badel
Alle 16 il programma prosegue con Göri Klainguti e Flurina Badel, due voci della letteratura romancia — quest’anno Badel è entrata a far parte del comitato del festival. Klainguti scrive in putér con una prosa essenziale e ironica, che usa il corpo per decostruire il corpo e mettere in discussione l’arroganza dell’intelletto umano; Badel lavora invece fra poesia, narrativa, performance e arti visive.
Alle 17.30 sarà presentato il ventesimo numero di Viceversa Letteratura, che inaugura una nuova fase della rivista plurilingue svizzera. L’incontro vedrà la partecipazione delle curatrici Raphaëlle Lacord e Natalia Proserpi, insieme a Kay Matter, Sarah Elena Müller e Anne-Sophie Subilia.
La giornata si chiude alle 20.30 con Thierry Raboud e Valentina Grignoli: nella scrittura di Raboud, fra poesia e prosa documentaria, la fisicità è l’asse portante, e il dialogo con lo sguardo della giornalista e autrice ticinese amplia il tema della corporeità verso la memoria e il rapporto con il mondo.
Domenica 4 ottobre

Mara Travella, direttrice artistica della Casa della Letteratura per la Svizzera italiana. Foto: Antoine Guerne
La terza giornata si apre alle 10 con Laura Accerboni e Mara Travella. Nella poesia di Accerboni — autrice di Acqua acqua fuoco e Il prima e il dopo dell’acqua — l’elemento liquido diventa cardine di una disintegrazione corporea: i corpi vi appaiono come assemblaggi di frammenti vegetali e meccanici.
Alle 11.30 Sarah Elena Müller dialoga con Ruth Gantert. Nel suo romanzo d’esordio, le esperienze difficili lasciano tracce che si depositano tanto nel corpo quanto nella memoria: la fisicità diventa così anche strumento di un’indagine psicologica.
Alle 14.30 sarà la volta di Mélanie Chappuis, in dialogo con Sara Catella. Scrittrice, drammaturga e giornalista, Chappuis porta nel programma una riflessione sulla corporeità come vettore dell’identità, un’indagine psicologica condotta attraverso il contatto fra i corpi.

La danzatrice Giusy Fanaro.
A chiudere la sesta edizione, alle 16.15, sarà la danza di Giusy Fanaro — non un premio regionale (quest’anno assegnato alla stessa Feijoo Fariña), ma per la prima volta nella storia del festival un intervento coreografico. Danzatrice e coreografa contemporanea, Fanaro ha lavorato a Poschiavo nel 2025 a una residenza dedicata al solo Mamma Sina: per lei il corpo è una sorta di archivio vivente, e il suo lavoro si concentra proprio su ciò che le parole non dicono. Dopo aver interrogato per tre giorni i corpi raccontati e quelli che scrivono, il festival affida così al movimento il compito di dare forma a ciò che resta inespresso.
Laboratori per l’infanzia e letture sceniche
Accanto agli incontri, il festival conferma i laboratori dedicati alle bambine e ai bambini dai 5 ai 12 anni, coordinati da Anna Capelli, che ne racconta così l’obiettivo: dare ai più piccoli la possibilità di accedere alla cultura, attraverso storie in tutte le lingue, libri di autori svizzeri e non, e proposte creative — con un personale in grado di parlare tutte le lingue nazionali. Le attività, come tutte quelle del festival, sono gratuite e si svolgono sabato e domenica in contemporanea agli incontri con gli autori.

Il performer Gerold Ehrsam. Foto: Andrea Pfaendler
A fare da filo conduttore sono inoltre le letture sceniche in italiano dell’attore e regista Massimiliano Zampetti e gli interventi del poeta e performer Gerold Ehrsam, capace di comporre versi in tutte e quattro le lingue nazionali.
Dalla traduzione alla poesia, dalla narrativa alla performance, fino alla danza: Le parole del corpo costruisce un programma in cui la corporeità non è un semplice tema letterario, ma un modo per interrogare la scrittura stessa.