Lutto

È morto lo scrittore israeliano Abraham Yehoshua

Lo scrittore Abraham Yehoshua. Foto: Arielinson – Wikimedia Commons

Lo scrittore israeliano Abraham Yehoshua è morto oggi, martedì 14 giugno, a 85 anni. Lo hanno annunciato l’ospedale di Tel Aviv in cui era ricoverato e poi il presidente Yitzhak Herzog.

Nato a Gerusalemme nel 1936, dopo aver servito nell’esercito israeliano e aver studiato all’università di Gerusalemme, Yehoshuaha fatto diverse esperienze all’estero, tra Parigi e Oxford, per poi tornare a insegnare all’università di Haifa. Yehoshua è stato un fervente paladino di una soluzione negoziata del conflitto fra Israele ed i palestinesi, assieme con due altri celebri scrittori israeliani: Amos Oz (deceduto nel 2018) e David Grossman. Dopo avere sostenuto a lungo, con Oz e Grossman, il disegno di arrivare alla creazione di uno Stato palestinese accanto a Israele, che pareva in qualche modo delinearsi dopo gli accordi di Oslo, negli ultimi tempi aveva cambiato idea. Fallito il processo di pace avviato negli anni Novanta, era giunto alla conclusione che, dopo il ritiro delle forze armate dello Stato ebraico dalla striscia di Gaza, sarebbe stato impossibile evacuare l’ormai troppo numerosa comunità dei coloni israeliani residenti nei territori posti oltre il confine del 1967.

Il suo debutto datato 1962 è La morte del vecchio, una raccolta di racconti, ma è indubbio che la sua notorietà internazionale scoppi principalmente con L’amante del 1977, ricostruzione a più voci della storia di una famiglia israeliana all’epoca della guerra del Kippur. Vennero poi tanti altri romanzi, come Il signor Mani Viaggio alla fine del millennio nel quale s’interroga sul rapporto tra ebrei, europei e africani, e poi ancora Fuoco amico, La scomparsa e nel 2018 Il tunnel (v. la recensione su L’Osservatore n.02/2019), in cui il protagonista affetto da demenza senile riflette sul concetto di memoria e giunge alla conclusione che per i popoli aggrapparsi con forza e ostinazione al passato può essere una sventura, perché ne deriva una scarsa capacità di vivere il presente in modo sereno e di guardare al futuro con fiducia. Nel 2021 Yehoshua pubblica il romanzo La figlia unica, opera di addio alla scrittura. Nelle ultime interviste, rilasciate mentre sapeva di essere gravemente ammalato, aveva affermato di attendere la morte con serenità, anche se si diceva molto preoccupato per il futuro politico e sociale di Israele.

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