Lutto

Addio a Orio Galli

Si è spento Orio Galli (15.10.1941-31.08.2025), pittore, docente e graphic designer. Il Centro Culturale Chiasso gli aveva dedicato una mostra dal titolo Orio Galli. grafica e grafismi curata dal Professor Mario Piazza e dalla Direttrice Nicoletta Ossanna Cavadini e svoltasi al m.a.x. museo, dal 30.04 all’08.10.2023. Orio Galli aveva donato il suo vasto archivio al Centro Culturale Chiasso, arricchendone così le collezioni. L’artista era simbolicamente tornato nelle sale del museo nel 2024, nella mostra Archivi grafici: Franco Grignani, Lora Lamm, Giovanna Graf, Simonetta Ferrante, Heinz Waibl, Bruno Monguzzi, Orio Galli, Vito Noto (18.05-22.09.2024).

Nel seguito il sentito ricordo del Centro Culturale Chiasso:

«La personale cifra grafica di Orio Galli sta nella continua dialettica fra segno libero e segno strutturato, fra informalità e geometria, tra improvvisazione e disciplina. La passione per la calligrafia e la gestualità porta Orio Galli a dare ai suoi lavori grafici un’impronta spesso pittorica, con forte sensibilità cromatica. Orio Galli è stato geniale nel cogliere lo spirito del tempo realizzando con il segno grafico una comunicazione avvincente che rimarrà indelebile. Lo si ricorda in particolare per il manifesto Ticino terra d’artisti, ma era molto più affezionato a manifesti e impaginazioni di libri che magari avevano avuto meno visibilità ma dove si riconosceva fortemente.

Orio Galli nasce a Milano dal ticinese Sergio Galli e dalla milanese Adele Redaelli; due anni dopo la nascita, la famiglia rientra in Svizzera nella casa paterna di Besazio. La famiglia Galli vanta una lunga tradizione di maestranze artistiche attive in Russia fra Ottocento e Novecento. Orio Galli frequenta la scuola a Lugano, in seguito l’apprendistato di grafico-vetrinista e poi, a Zurigo, la Kunstgewerbeschule; nella Scuola di Arti Applicate della città sulla Limmat ha modo di conoscere, all’inizio degli anni Sessanta, Oliviero Toscani, Antonio Tabet e Flavio Rimoldi. Nel 1963 consegue il certificato federale di grafico a Bienne, ed è il primo in Ticino a ottenere l’attestato cantonale di grafico emesso nella nuova formula istituzionale. Sul finire degli anni Sessanta frequenta l’ambiente milanese dei grafici svizzeri, nonché lo Studio di Monte Olimpino diretto da Bruno Munari. Entra quindi in contatto con Max Huber e Heinz Waibl. Orio Galli inizia la libera professione di grafico nel 1968 aprendo il suo studio a Caslano; ai suoi esordi, come decoratore di vetrine, seguono ben presto incarichi importanti e la docenza allo CSIA, per diventare – nella sua lunga carriera – uno dei più rinomati grafici a livello nazionale svizzero.

I primi lavori di manualistica pubblicitaria per l’Hotel Olivella au Lac a Morcote fanno conquistare a Galli importanti committenze, come quelle dell’Ente Turistico Ticinese e dell’Ente turistico Locarno e Valli. Da queste collaborazioni scaturisce un’immagine grafica innovativa, completata dalla realizzazione del logo “Ticino”, e poi quello della Città di Locarno unito allo slogan “Locarno…naturalmente”. L’artista cura importanti realizzazioni grafiche anche su incarico della RTSI Radiotelevisione della Svizzera italiana, dell’OCST, Organizzazione cristiano-sociale ticinese e l’UNST Ufficio nazionale svizzero del turismo. Orio Galli lega il suo nome al manifesto Ticino: terra d’artisti (1984), ma si ricorda anche il premiato “cartellone pubblicitario” per il caffè Moretto (1970). Vince due volte il concorso de “I più bei libri svizzeri”, e grazie alla sua lunga collaborazione con l’editore Armando Dadò, molte delle copertine dei suoi libri ottengono menzioni. Riceve inoltre nel 1977 il premio per il miglior prospetto turistico per le Processioni storiche di Mendrisio. Oltre alla creazione di manifesti, corporate identity e logo studiati per le imprese, molti sono gli elaborati grafici realizzati per la Confederazione – dai prospetti di votazione ai manifesti per il 700esimo – e diversi gli stemmi per Comuni del Canton Ticino.

La mostra al m.a.x. museo ha ripercorso l’iter creativo e professionale dell’artista, mostrando il processo ideativo dal quale sono scaturiti i progetti che hanno caratterizzato la sua notevole carriera.

Il Centro Culturale Chiasso rivolge un pensiero di affetto e riconoscenza a questo astista, il cui stile personalissimo rimarrà come tratto inconfondibile e fonte di ispirazione nei decenni a venire, e porge le più sentite condoglianze alla moglie Liliana Crivelli e al figlio Giovanni».

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