Al via la missione ESA HydroGNSS alla ricerca dell’acqua
La missione HydroGNSS, prima iniziativa del programma Scout dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), è stata lanciata il 28 novembre con l’obiettivo di migliorare la comprensione della disponibilità idrica globale e degli effetti dei cambiamenti climatici sul ciclo dell’acqua terrestre.
I due satelliti gemelli sono decollati alle 19:44 CET a bordo di un razzo Falcon 9 di SpaceX dalla base di Vandenberg e, dopo la separazione, hanno inviato i primi segnali confermando il corretto inserimento in orbita. Dotati di una tecnica innovativa basata sulla riflettometria GNSS, utilizzeranno i segnali dei sistemi di navigazione per misurare umidità del suolo, stato di gelo-disgelo, inondazioni e biomassa.
Queste osservazioni permetteranno di migliorare la previsione delle inondazioni, la pianificazione agricola e il monitoraggio di ecosistemi sensibili come le zone umide nascoste sotto le foreste. I dati raccolti saranno fondamentali anche per analizzare il permafrost e stimare le riserve di carbonio delle foreste.
Il programma Scout dell’ESA, basato su rapidità e innovazione, prevede la realizzazione di ogni missione in soli tre anni e con un budget contenuto. La direttrice dei Programmi di Osservazione della Terra dell’ESA, Simonetta Cheli, ha sottolineato l’importanza di HydroGNSS come prima missione di questa nuova famiglia agile e a basso costo, ringraziando il principale appaltatore SSTL.
Nello stesso volo Transporter-15 sono state lanciate anche missioni nazionali: i satelliti IRIDE ed Eaglet-II per l’Italia e due satelliti radar ICEYE per la Grecia, tutti sviluppati con il coinvolgimento dell’ESA. IRIDE supporterà il monitoraggio ambientale e la Protezione Civile italiana, mentre i satelliti greci rientrano nel Programma Nazionale per i Piccoli Satelliti, volto a potenziare le capacità tecnologiche e applicative dell’Italia. (Fonte: ESA)