Al via la terza edizione del Lugano Dance Project

Dal 10 al 14 giugno 2026 torna l’appuntamento con la terza edizione di Lugano Dance Project, festival biennale di danza contemporanea che sarà dedicato al binomio “danza ed eredità”. La manifestazione – nata da un’idea di Carmelo Rifici e Michel Gagnon, che si avvalgono della curatela di Lorenzo Conti – offre un ricco palinsesto di appuntamenti, performance site-specific, workshop, incontri e proiezioni che si svolgeranno negli spazi e nei luoghi del LAC e della Città di Lugano.
Mercoledì 10 giugno

Kontakthof – Echoes of 78. ©Ursula Kaufmann
Il festival si inaugura mercoledì 10 giugno alle ore 20 (replica giovedì 11 ore 21, Sala Teatro LAC) con la prima nazionale di Kontakthof – Echoes of ’78 spettacolo ideato e diretto dalla coreografa australiana Meryl Tankard. A quasi cinquanta anni dal debutto di Kontakthof, creazione di Pina Bausch che ha scritto la storia della coreografia moderna, Meryl Tankard – già interprete dello spettacolo – torna a collaborare con alcuni dei danzatori che hanno lavorato con la celebre coreografa tedesca, madre del teatrodanza, dando vita ad un’intensa riflessione sul tempo che passa. Coprodotto dal LAC insieme a numerosi partner internazionali, Kontakthof – Echoes of ‘78 esprime un desiderio della stessa Bausch: si narra infatti che già durante le prove del 1978 la stessa coreografa immaginò che lo stesso gruppo di danzatori avrebbe reinterpretato l’opera a distanza di molti anni. Un desiderio che ha preso forma in un allestimento in cui le immagini dei filmati d’archivio dialogano con gli interpreti di oggi dando vita ad uno commovente scambio tra passato e presente.
Giovedì 11 giugno
Giovedì 11 giugno in Sala 1 tra le ore 10 e le 13 si svolgerà Tool de Suisse –Strumenti per la produzione e la diffusione in tour, mattinata di lavoro organizzata da Reso – Rete Danza Svizzera. Un incontro dedicato ai responsabili di produzione e diffusione e agli operatori del settore. Dopo una sessione di sperimentazione e discussione di pratiche operative, si svolgerà una tavola rotonda moderata da Cristina Galbiati, artista e copresidente di t. Professioni dello spettacolo Svizzera.
Segue, dalle ore 14 alle 17, sempre in Sala 1, Focus Danse & Dramaturgie, tavola rotonda moderata da Kylie Walters, direttrice di Sévelin 36 di Losanna, a cui prendono parte tre coppie di coreografi e dramaturg provenienti dalla Svizzera tedesca, romanda e italiana. L’incontro si aprirà con la presentazione dell’omonimo programma di scambio in residenza che coinvolge sette teatri partner, tra cui LAC e quattordici artisti provenienti da tutta la Svizzera.
Alle ore 19 al Palazzo dei Congressi, a pochi giorni di distanza dalla prima mondiale del Wiener Festwochen, andrà in scena Music Music Histoire(s) du Théâtre VII di Trajal Harrell, tra i grandi protagonisti della scena contemporanea, già “Dancer of the year” nel 2018 per la rivista “Tanz”. Un assolo intimo e intenso sulla trasformazione di corpo, cuore e pensiero. Coprodotto dal LAC e da numerosi partner internazionali, Music Music è il settimo capitolo della serie Historie(s) du Théatre e si concentra sulla musica come elemento centrale della sua pratica artistica.
Venerdì 12 giugno

Je suisse (or not) di Camilla Parini. ©Camilla Parini
Venerdì 12 giugno, in Sala 1 alle ore 11, Cecilia Bengolea, artista multidisciplinare argentina la cui pratica artistica esplora il corpo come luogo di memoria, empatia e scambio emotivo, terrà una lecture sul tema del festival.
Tra le 15.00 e le 18.30 (in replica sabato 13 tra le 10 e le 18) la Sala Refettorio del LAC ospita Je suisse (or not) lavoro di e con l’artista ticinese Camilla Parini. Prodotto dal Collettivo Treppenwitz, la performance gioca tra reale e fantastico, tra l’incapacità di definirsi e il bisogno di raccontarsi e lo fa indossando una pelle di orso polare. Lo spettacolo pensato per uno o due spettatori alla volta, è fruibile in italiano, francese, tedesco ed inglese.
Alle ore 16.30 Cecilia Bengolea, presenta tre opere video al Cinema Iride di Lugano: Storms have eyes and eyes have storms in cui filma in super8 il paesaggio in cui è cresciuta, Return to Bog Walk in cui tra Giamaica e USA conduce studi sull’etnologia della danza tema al centro della sua pratica artistica, e Neutrinos Ensemble in cui l’artista dialoga con l’astrofisico Thierry Fogliuzzo.

Our Times di Yasmine Hugonnet. ©Anne-Laure Lechat
In serata, alle ore 19 e 21.30, va in scena all’Asilo Ciani Our Times di Yasmine Hugonnet, lavoro in cui la danzatrice e coreografa svizzera è accompagnata in scena da Stephanie Bayle e Ilaria Quaglia e dalla musica dal vivo di Michael Nick. Concepito come un dispositivo coreografico autonomo e flessibile, Our Times, coprodotto dal LAC e Theatre Vidy di Losanna, invita a una presenza condivisa.
Sabato 13 giugno

Dance People di Omar Rajeh. ©Tommy Ga-Ken Wan
La giornata di sabato 13 giugno è dedicata a The Gathering, un progetto di Omar Rajeh, figura di spicco della scena contemporanea internazionale, dotato di una straordinaria presenza fisica e capace di dare vita ad un pensiero coreografico dalla forte valenza politica.
Alle ore 10.30 sono in programma due workshop: Dabke with Omar Rajeh (Sala 3) seminario sulla danza tradizionale libanese rivolto a professionisti e non professionisti, e Maqam with Elise Bruyère & Nunzio Perricone (Sala 4), dedicato ai professionisti per avvicinarsi a Maqam, metodo che lo stesso Rajeh ha sviluppato in oltre quindici anni di lavoro. Conclude la giornata un DJ set nella Hall del LAC dalle ore 22.30.
In Sala 1 tra le ore 15 e le 17, Emily May, critica e studiosa di danza, modera Dance & Heritage, tavola rotonda a cui prenderanno parte gli artisti protagonisti del festival. Kyle Abraham, Chiara Bersani, Yasmine Hugonnet e Omar Rajeh dialogheranno sul tema dell’eredità, domandandosi in che modo le loro storie individuali e culturali hanno influenzato le creazioni presentate al festival.
Alle ore 18 l’Agorà del LAC accoglie Soul(s) Power, lavoro in cui il coreografo e danzatore tunisino Hamdi Dridi, in scena insieme a tre performer, ci invita a entrare nel suo immaginario artistico tra danze urbane e contemporanee, grazie a una fisicità intensa e gioiosa, nucleo fondante della sua poetica.
Alle ore 19.30 in Teatrostudio andrà in scena Prelude to violence di Ghida Hachico, tra le figure più interessanti della scena contemporanea libanese. Sul palco insieme a Mounzer Baalbaki, Hachico dà vita a un lavoro dall’impronta documentaristica che, traendo spunto dal violento conflitto tra due gruppi di scimpanzé avvenuta negli anni Settanta del secolo scorso e conclusasi con l’eliminazione di uno dei due, analizza il fenomeno della violenza territoriale e il conseguente rischio del suo ripetersi.
Alle ore 21.30, Piazza Bernardino Luini accoglie Dance People, di cui Omar Rajeh è ideatore, coreografo e interprete insieme a sette performer. Con un gruppo artistico eterogeneo, Omar Rajeh e Mia Habis invitano il pubblico a partecipare a un momento creativo collettivo.
Domenica 14 giugno

White Space di Kyle Abraham. ©Carrie Schneider
Domenica 14 giugno, in Sala 1 alle ore 10, Cathy Levy, consulente per le relazioni internazionali della Jacob’s Pillow Foundation, dialoga con la critica e studiosa di danza Emily May sul concetto di eredità nella scena coreutica nord-americana.
Yasmine Hugonnet insieme a Silvia Costa firma ideazione e coreografia di Parentèle – Première relation – in scena alle ore 11 al Teatro Foce – esito di una prima residenza artistica svoltasi al LAC. Un lavoro suggerito dall’esigenza di interrogare e superare la frattura esistente tra lavoro e genitorialità, le cui protagoniste sono artiste coreografe che sono anche madri, in scena con i loro figli.
Alle ore 14 in Piazza Bernardino Luini, Chiara Bersani cura una performance in collaborazione con gli studenti dell’Atelier Blumer dell’USI Accademia di Architettura di Mendrisio.
Il festival si chiude con una prima mondiale: alle ore 16 il palco della Sala Teatro del LAC ospita il debutto di White Space, opera di Kyle Abraham, visionario coreografo americano capace di far incontrare danza classica, contemporanea e hip-hop dando vita ad uno stile unico.