È morto il sassofonista Sonny Rollins: leggenda del jazz

Sonny Rollins nel 2008. Fonte foto: Marek Lazarski – Wikimedia Commons
Il mondo della musica piange Sonny Rollins, uno dei più grandi improvvisatori della storia del jazz, morto il 25 maggio 2026 nella sua casa di Woodstock, nello Stato di New York. Aveva 95 anni.
Soprannominato “The Saxophone Colossus”, Rollins è stato una figura centrale dell’evoluzione del jazz moderno, ponte vivente tra l’epoca bebop degli anni Quaranta e la musica contemporanea.
Nato ad Harlem il 7 settembre 1930 con il nome di Theodore Walter Rollins, iniziò prestissimo a suonare e negli anni Cinquanta collaborò con giganti come Miles Davis, Thelonious Monk, Charlie Parker e John Coltrane. Album storici come Saxophone Colossus, Tenor Madness e Freedom Suite cambiarono il linguaggio del jazz moderno.
Uno degli episodi più celebri della sua vita artistica fu il temporaneo ritiro dalle scene alla fine degli anni ’50: Rollins, insoddisfatto del proprio livello musicale, nonostante il successo mondiale, trascorse mesi a esercitarsi da solo sul Williamsburg Bridge di New York. Da quell’esperienza nacque l’album The Bridge, simbolo della sua ricerca spirituale e musicale.
Negli ultimi anni soffriva di problemi di salute e aveva smesso di esibirsi. Nonostante il ritiro, è rimasto una figura venerata del jazz mondiale, ricevendo riconoscimenti come il Grammy Lifetime Achievement Award, la National Medal of Arts e il Kennedy Center Honors.