Frankenstein, la Nuova Creatura di Margherita Saltamacchia
Dopo una prima versione in forma di studio presentata nel 2019, quando il LAC di Lugano commissionò a Margherita Saltamacchia alcune letture di Frankenstein per il Festival PiazzaParola, e dopo il debutto al Teatro Sociale di Bellinzona, che ne curò la produzione nell’ottobre 2020, Frankenstein, autoritratto d’autrice torna in scena il 22 aprile 2026, alle ore 20.45, di nuovo a Bellinzona.
Non si tratta di un semplice riallestimento, ma di una ripresa nata da un profondo processo di riscrittura e ripensamento, capace di trasformare struttura, accenti e risonanze del lavoro originario. Il tempo trascorso, e tutto ciò che lo ha attraversato, entra nel dispositivo scenico e ne ridefinisce il senso, restituendo uno spettacolo sostanzialmente rinnovato nella forma e nello sguardo, maturato insieme alla sua ideatrice e interprete, Margherita Saltamacchia. Una Nuova Creatura, come suggerisce il sottotitolo.
A cinque anni di distanza, il progetto riemerge in una forma nuova, segnata da eventi che hanno inciso profondamente nella vita dell’artista: la pandemia, la perdita improvvisa di un familiare, la nascita di un figlio. Esperienze che non restano sullo sfondo, ma attraversano il gesto scenico, ridefinendone tono, ritmo e prospettiva. Ne emerge uno spettacolo più essenziale, più consapevole, e profondamente trasformato nel suo rapporto con i temi della creazione, della perdita e dell’identità.
Lo spettacolo prende le mosse dalla figura di Mary Shelley (1797–1851) che, a soli 19 anni, scrive a Ginevra Frankenstein, o il moderno Prometeo. In questa rilettura scenica, il romanzo diventa anche un autoritratto dell’autrice, in cui creazione e morte, desiderio di generare e impossibilità di trattenere la vita si intrecciano fino a toccare il tema dell’abbandono e del bisogno di essere amati. Per costruire la drammaturgia di questo spettacolo si è potuto attingere dai diari di vita di Mary Shelley, che riflettono gli stati d’animo e le vicissitudini dei personaggi del romanzo.
In un gioco di specchi tra creatori e creature, Margherita Saltamacchia attraversa le relazioni tra Mary Shelley, Victor Frankenstein e la Creatura. Un distorsore vocale, azionato a vista, trasforma la voce dell’attrice: un solo corpo, tre voci, in un dialogo continuo. Il dispositivo scenico e sonoro accompagna questa trasformazione: la musica è eseguita dal vivo da Robin Bressani alla chitarra elettrica, con sonorità scure tra metal e rock, trasformate e completate dalla musica elettronica di Ali Salvioni. Il disegno luci di Marzio Picchetti, collaboratore di lunga data di Saltamacchia, assume un ruolo centrale nel ridefinire l’atmosfera dello spettacolo.
Questa nuova edizione segna una tappa importante per LaTâche21, l’associazione fondata da Saltamacchia nel 2022: Frankenstein, autoritratto d’autrice – Nuova Creatura è la seconda produzione ufficiale dopo Minotauro in coproduzione con il Teatro Sociale di Bellinzona.
Per approfondimenti, si rimanda alla recensione di Frankenstein, autoritratto d’autrice (2019), a cura di Manuela Camponovo, e all’intervista di Laura Quadri a Margherita Saltamacchia, in merito alla pièce Minotauro (2024).