Biblioteche

Gli incontri in biblioteca dal 19 al 25 gennaio

Martedì 20 gennaio alle ore 18.00, a Lugano, nella Sala di lettura della Biblioteca Salita dei Frati, si inaugura il nuovo ciclo di Incontri con l’autore. Protagonista è Flavio Stroppini, che presenta Una passeggiata artica (Ediciclo), un libro nato da un’esperienza estrema: un mese trascorso su una piccola nave, il Manguier, rimasta incagliata nei ghiacci della Groenlandia occidentale. Tra febbraio e marzo 2023, sopra il sessantottesimo parallelo Nord, Stroppini ha attraversato centinaia di chilometri di un paesaggio apparentemente vuoto, sperimentando una disconnessione radicale dal mondo e, insieme, una riconnessione profonda con il presente. Ne è nato un reportage riflessivo e poetico, dove il bianco dell’Artico diventa spazio interiore e occasione di rinascita creativa. A dialogare con l’autore sarà Claudio Visentin, docente di storia del turismo all’USI ed esperto di letteratura di viaggio.

Il giorno successivo, mercoledì 21 gennaio alle ore 18.00, LaFilanda di Mendrisio ospita Siamo tutti fotografi. Dal cellulare alla reflex, un incontro pensato per chi desidera acquisire le competenze di base della fotografia contemporanea. Dal funzionamento delle fotocamere degli smartphone fino all’uso consapevole delle reflex, il percorso affronta temi tecnici fondamentali — tempi di esposizione, diaframmi, ISO, obiettivi — con un obiettivo chiaro: padroneggiare lo strumento per imparare a raccontare il mondo attraverso le immagini.

Il dibattito pubblico entra nel vivo giovedì 22 gennaio alle ore 18.00, a Locarno, nella sala conferenze di Palazzo Morettini, con l’incontro Libertà e democrazia in caduta libera, organizzato dalla Biblioteca cantonale di Locarno in collaborazione con la Fondazione Eranos. A confrontarsi su un tema quanto mai urgente saranno Fabio Merlini, filosofo e presidente della Fondazione Eranos, e Beatrice Magni, professoressa di Filosofia politica all’Università degli Studi di Milano e condirettrice della rivista Biblioteca della Libertà. Modera la serata Stefano Vassere, direttore delle Biblioteche cantonali. Il punto di partenza è una domanda scomoda: la difesa della libertà e della democrazia rischia di diventare un esercizio astratto, patrimonio di un’intellettualità distante dalle urgenze quotidiane? O siamo davvero di fronte alla possibilità che questi valori, come altri prima di loro, vengano sacrificati in nome di nuove emergenze prodotte dalla stessa razionalità della modernità?

La scienza torna protagonista venerdì 23 gennaio alle ore 18.00, a Lugano, nella Sala Tami della Biblioteca cantonale, con la conferenza Breve storia della gravità, da Galileo ai nostri giorni. L’incontro, organizzato in collaborazione con la Società Astronomica Ticinese e l’IRSOL di Locarno, ripercorre le tappe fondamentali della comprensione scientifica della gravità: da Copernico, Galileo e Keplero fino a Newton, Einstein e alle osservazioni cosmologiche di Hubble. Relatore è Luca Guido Molinari, professore associato di Fisica all’Università Statale di Milano e presidente della Società Astronomica Schiaparelli. Introducono e moderano Luca Saltini e Renzo Ramelli. Un viaggio che mostra come la gravità sia passata da forza misteriosa a chiave di lettura della struttura stessa dello spazio-tempo.

Stessa data e medesimo orario per l’appuntamento alla Filanda di Mendrisio, che ospita la presentazione del volume Rosa Luxemburg. Un ardente desiderio di primavera. Erbe, animali e cieli nelle lettere dal carcere. Il libro raccoglie venti lettere scritte tra il 1915 e il 1918 dalla rivoluzionaria socialista durante le sue detenzioni, accompagnate da sedici tavole del suo erbario e da un saggio del botanico Nicola Schoenenberger, che ricostruisce gli ambienti carcerari attraverso le piante citate e conservate da Luxemburg. A presentare il volume sono Danilo Baratti e Patrizia Candolfi, storici e curatori della pubblicazione, introdotti dalla giornalista Françoise Gehring. L’incontro, organizzato da l’AlternativA Verdi e Sinistra, restituisce un ritratto intimo e inatteso di Rosa Luxemburg, lontano dalla sola dimensione politica: una donna che, anche in prigione, trovava nel mondo naturale — erbe, animali, cieli — una forma di resistenza e di libertà interiore.

Sempre venerdì 23 gennaio, ma alleore 18.30, la Biblioteca cantonale di Bellinzona propone un incontro che intreccia letteratura e storia del diritto: Codici e diritti. Trovare rifugio in chiesa. Il privilegio dell’immunità. Fra storia del diritto e (ri)letture manzoniane. Al centro, la figura di Padre Cristoforo dei Promessi sposi e il diritto d’asilo ecclesiastico che gli consentì di sottrarsi alla giustizia dopo un omicidio. Un istituto giuridico oggi scomparso, ma per secoli centrale. A discuterne saranno Carlotta LatiniFederica AlziatiRoy Garré e Stefano Vassere, in un confronto che illumina il romanzo manzoniano da una prospettiva meno consueta.

Domenica 25 gennaio sono in programma due incontri alla Filanda di Mendrisio.

Alle ore 10.30, Massimo Gezzi presenta il suo nuovo romanzo Adriatica, ambientato in una cittadina immaginaria affacciata sul mare. Due vite lontane — Emilie, adolescente inquieta, e Tullio, pensionato prossimo ai settant’anni — si incrociano su un molo, dando vita a un racconto misurato e luminoso sul dialogo tra generazioni, sulle attese e sulle fratture dell’esistenza. Gezzi, vincitore del Premio svizzero di Letteratura 2016 e figura centrale del panorama culturale ticinese, conferma qui la sua capacità di unire precisione stilistica e profondità emotiva. Per la recensione del volume, a cura di Nicoletta Barazzoni, v. “Adriatica” di Massimo Gezzi.

Alle ore 16.00, prende il via un mini ciclo di due appuntamenti curati da Anna Passatore e Federica Rossi sulla funzione di fiabe e leggende tramandate da generazioni e raccolte da studiosi di diversa origine e formazione. Il primo appuntamento, intitolato La casa infestata, storie di fantasmi e di case stregate sarà condotto dalla giornalista Veronica Trevisan, accompagnata dalla voce narrante di Cristina Galfetti Scheider. I fantasmi affascinano da sempre e sono presenti in molte culture, indipendentemente dalla loro reale esistenza. In particolare, le case infestate rappresentano un forte elemento dell’immaginario collettivo e della memoria di un territorio, perché le persone tendono a proiettare le proprie paure e insicurezze sugli spazi abitativi. In molte storie, gli spiriti restano legati a un luogo per rappresentare questioni irrisolte o ottenere giustizia. L’idea della casa stregata è radicata anche nella letteratura, spesso influenzata da leggende popolari e continua a essere oggetto di studi interdisciplinari, con esempi notevoli anche in Ticino.

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