Festival

I primi ospiti di Sconfinare Festival 2026

È dedicata al rapporto tra parola e silenzio la settima edizione di Sconfinare Festival, in programma dall’8 all’11 ottobre 2026 in Piazza del Sole a Bellinzona. In attesa della presentazione del cartellone completo, gli organizzatori hanno svelato il programma dei quattro appuntamenti serali che accompagneranno il pubblico lungo un percorso di riflessione sul linguaggio, sull’ascolto e sul valore della comunicazione nella società contemporanea.

Stefano Bartezzaghi (© Anna Fantuzzi)

Ad aprire il festival, giovedì 8 ottobre alle 18.30, sarà l’incontro Quando la parola diventa scena, che vedrà protagonisti l’attore Fabrizio Gifuni e il semiologo Stefano Bartezzaghi. Il dialogo esplorerà il rapporto tra scrittura e interpretazione, interrogandosi su ciò che accade quando un testo prende vita attraverso la voce e il corpo dell’attore. Al centro della conversazione ci saranno il valore della parola pronunciata, il peso dei silenzi, dei gesti e di tutto ciò che contribuisce a costruire il significato di una narrazione.

Domenico Iannacone

La serata di venerdì 9 ottobre, alle 20.45, sarà affidata al giornalista Domenico Iannacone, volto noto di Rai 3, che porterà sul palco lo spettacolo Che ci faccio qui… in scena. Nato dall’omonimo programma televisivo, il progetto teatrale trasforma il racconto giornalistico in un’esperienza diretta e personale, dando voce alle storie di persone ai margini della società. Sul palco, il ritmo dell’inchiesta televisiva lascia spazio a un racconto più intimo, nel quale immagini, parole ed emozioni si fondono in una riflessione sulla coscienza civile.

Cecilia Sala

Sabato 10 ottobre, sempre alle 20.45, sarà ospite del festival la giornalista e reporter Cecilia Sala, protagonista dell’incontro Raccontare ciò che brucia. Dopo aver seguito da vicino alcuni dei principali scenari di crisi internazionale – dall’Iran all’Ucraina, dall’Afghanistan a Israele e Palestina – Sala proporrà una riflessione sul significato del raccontare i conflitti e sulle responsabilità del giornalismo. L’incontro si concentrerà sul valore della testimonianza e sulla necessità di mantenere viva l’attenzione verso realtà che il flusso incessante dell’informazione rischia di rendere invisibili.

Murubutu (© Malì Serena Aurora Erotico)

La chiusura della rassegna, domenica 11 ottobre alle 18.30, sarà affidata a Murubutu, nome d’arte di Alessio Mariani, rapper, docente di filosofia e storia e tra le figure più originali della scena musicale italiana. Attraverso il suo progetto di “letteraturap”, Murubutu accompagnerà il pubblico in un viaggio tra rap, narrativa e poesia, mostrando come la musica possa diventare uno strumento per raccontare storie, custodire memoria e costruire nuove forme espressive. L’appuntamento alternerà momenti di dialogo ed esecuzioni dal vivo.

Gli organizzatori hanno inoltre annunciato il ritorno di Sconfinare Club, l’abbonamento dedicato a chi desidera vivere l’intero festival con una serie di vantaggi, tra cui l’accesso a tutti gli eventi, l’ingresso prioritario, posti riservati nelle prime file, un drink inaugurale, la tote bag ufficiale e altre agevolazioni.

Il programma completo di Sconfinare Festival 2026 sarà presentato nelle prossime settimane.

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