Cultura

Il Canton Ticino celebra il genio di Francesco Borromini

Mostre, conferenze, musica e teatro per riscoprire una delle figure più affascinanti dell’architettura occidentale. Dal 31 marzo al 19 maggio 2026 il Canton Ticino ospiterà Borromini 2026, una rassegna culturale diffusa dedicata a Francesco Borromini, tra i massimi protagonisti del Barocco europeo. Ideato dallo storico dell’architettura Nicola Soldini, il progetto coinvolgerà diverse località del territorio — Bissone, Bellinzona, Lugano e Mendrisio — con l’obiettivo di offrire un programma multidisciplinare capace di avvicinare un pubblico ampio, ben oltre l’ambito accademico.

Un progetto per “aggiornare” Borromini

«Perché aspettare anniversari o centenari per celebrare grandi figure?», si chiede Soldini, che definisce Borromini «uno dei tre o quattro architetti più importanti della storia dell’architettura occidentale». La rassegna nasce proprio con l’intento di restituire un’immagine aggiornata e più completa dell’artista, alla luce delle ricerche più recenti sulla sua vita e sulle sue opere.

Nato a Bissone nel 1599 con il nome di Francesco Castelli, Borromini costruì la propria carriera principalmente a Roma, città in cui raggiunse fama ma visse anche profonde difficoltà personali, segnate da tensioni professionali e dalla celebre rivalità con Gian Lorenzo Bernini, il “Napoletano” come lo definiva Borromini stesso. Morì nel 1667, lasciando un’eredità artistica complessa e a lungo oggetto di giudizi contrastanti.

I protagonisti della presentazione del progetto “Borromini 2026”. (Da sin.): Alessandra Pfister, Nicola Soldini, Nadia Fontana-Lupi, Paola Costantini e Andrea Incerti.

Mostre e conferenze internazionali

Fulcro della rassegna sarà una mostra alla Biblioteca cantonale di Lugano, in programma dal 31 marzo al 9 maggio, dedicata alla fortuna critica dell’opera borrominiana nei secoli. Borromini in stampa. Origini, ricezione, letture dal 1600 a oggi è il titolo della mostra che verrà presentata da Carlo Mambriani, Nicola Soldini e Luca Saltini, martedì 31 marzo alle ore 18.00, in Sala Tami: un percorso che metterà in luce come il lavoro dell’architetto abbia suscitato, nel tempo, reazioni opposte: dall’ammirazione incondizionata a critiche severe.

Accanto all’esposizione, un ricco ciclo di conferenze vedrà la partecipazione di studiosi di fama internazionale provenienti da università come Harvard, Vienna e La Sapienza. Tra questi spicca Joseph Connors, che terrà una lectio all’Accademia di architettura di Mendrisio (14 aprile, ore 18.30) e una conversazione col pubblico nella chiesa di san Rocco a Lugano (15 aprile ore 18), sulle tre opere simbolo dell’architetto: San Carlino alle Quattro Fontane, Sant’Ivo alla Sapienza e Palazzo Falconieri.

Altri incontri approfondiranno temi specifici: dal “mistero” di San Carlino analizzato da Richard Bösel, fino ai rapporti tra Borromini e la natura, la storia e la spiritualità, grazie agli interventi di studiosi come Marisa Tabarrini, Martin Raspe e Augusto Roca De Amicis.

Teatro e musica per raccontare l’uomo

Marco Cacciola in “Lettere a Bernini”.

La rassegna si distingue anche per l’approccio interdisciplinare. Il 28 aprile il Teatro Sociale di Bellinzona ospiterà lo spettacolo Lettere a Bernini, scritto e diretto da Marco Martinelli, che mette in scena il complesso rapporto tra Borromini e Bernini. Si tratta dell’unico evento a pagamento del programma.

La musica avrà invece un ruolo centrale nel concerto di musica barocca previsto il 30 aprile nella Chiesa di San Carpoforo, luogo simbolico dove Borromini fu battezzato.

Un’iniziativa corale sul territorio

Borromini 2026 è il risultato di una collaborazione ampia tra istituzioni culturali e accademiche, tra cui il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS), il Comune di Bissone e l’Archivio del Moderno dell’USI, con il sostegno di Mendrisiotto Turismo. Coinvolte anche la Biblioteca Salita dei Frati di Lugano e realtà formative come la CSIA, i cui studenti hanno contribuito alla realizzazione della comunicazione visiva dell’evento.

Come ha sottolineato il sindaco di Bissone, Andrea Incerti, «Francesco Borromini rappresenta per noi una radice profonda, un simbolo che continua a ispirare».

Con il suo programma articolato e accessibile, la rassegna si propone dunque non solo di celebrare un grande maestro del passato, ma anche di riportarne la figura al centro del dibattito contemporaneo, offrendo nuove chiavi di lettura e occasioni di scoperta per il grande pubblico.

In cima