Anniversari

Il centenario operoso cammino delle “Teresine” di Via Nassa a Lugano

Martedì 17 marzo in Via Nassa 64 a Lugano si ricorderanno e festeggeranno i cent’anni di vita della Compagnia di S. Teresa del Bambino Gesù, più conosciuta sotto il più familiare nome di “Teresine”. Sono quelle donne che hanno avuto come segno distintivo della loro vocazione – cioè scelta di vita – “l’accoglienza”, fatta a 360 gradi per la diocesi, dai seminaristi a numerose associazioni attive e operanti nelle comunità locali, agli studenti e apprendisti della stagione più recente. Donne che “non sono religiose del chiostro” come s’era abituati a vedere le suore e le monache, religiose che si distinguevano anche dagli abiti indossati. No, le Teresine “sono laiche in mezzo al mondo”, secondo l’intuizione lungimirante e – vista oggi, pensando a un secolo fa – profetica del vescovo Aurelio Bacciarini. Fu questo Servo di Dio che con Maria Motta fondò questa Pia Unione.

Monsignor Aurelio Bacciarini, vescovo di Lugano dal 1917 al 1935

Mons. Aurelio Bacciarini, vescovo di Lugano dal 1917 al 1935

La provvidenziale scelta maturò nel novembre del 1925, sul treno che da Roma riportava nel Ticino il secondo pellegrinaggio diocesano di quell’Anno Santo. La sorella del Consigliere federale Giuseppe (1871-1940) si recò nella carrozza dove viaggiava Bacciarini e gli confessò le sue intenzioni di vita. Ritenendo di aver conclusa la sua opera di dinamica imprenditrice moderna (già allora) alla guida dello storico Albergo Motta di Airolo, dopo aver assistito la mamma fino all’ultimo, aveva in animo una svolta esistenziale. Voleva spendersi nell’Opera del Cardinal Ferrari a Milano.

Maria Motta, sorella del Consigliere federale Giuseppe Motta

Maria Motta, sorella del Consigliere federale Giuseppe Motta

Bacciarini la ascoltò, insieme ebbero quella che si può chiamare un’illuminazione dall’alto, in virtù della quale il vescovo disse a Maria – convincendola – che c’era una necessità grande anche nel Ticino di forze dinamiche e generose al servizio della Chiesa nella prospettiva evangelica della misericordia, in soccorso sui molti fronti della prossimità. Quindi: aiuto “nel contesto della secolarità consacrata” con un carisma che da Via Nassa si diffondeva anche nelle parrocchie dove le Teresine si prodigavano dall’interno delle loro stesse famiglie, altro simbolo distintivo della loro diversità nella vocazione. Il giorno della costituzione ufficiale della Compagnia fu il 21 gennaio 1926, lo stesso anno in cui fu fondato il “Giornale del Popolo”, affidato al giovane prete don Alfredo Leber.

don Alfredo Leber

don Alfredo Leber, primo direttore del Giornale del Popolo

Bacciarini indicò con nitidezza il tracciato: “Le vocazioni non si fabbricano con le mani, come si fabbricherebbe un modello di creta: è Dio che crea le vocazioni. Non c’è forza umana che valga a togliere una giovane dal seno di una famiglia per collocarla su un campo di azione, dove non si rizza che la croce e dove non si incontrano che il sacrificio e la rinuncia. Dio solo può far questo con la sua grazia e col soffio del suo Spirito. Perciò dico che quest’Opera viene da Dio e Dio la conserverà e la farà fiorire, nonostante le invitabili prove che solitamente insanguinano le istituzioni di questo genere”.

Teresine - Ottobre 1932: le prime Associate con Maria Motta (seconda a sinistra)

Teresine – Ottobre 1932: le prime Associate con Maria Motta (seconda a sinistra)

Un libro sulle protagoniste di un secolo di storia

Per ricordare i cent’anni di una presenza è stato fatto un libro – “Le Teresine di Via Nassa” di cui è autore Giuseppe Zois – in cui si ripercorre la storia del fruttifero solco coltivato nel campo molto largo di queste Sorelle. L’attuale responsabile della Compagnia, Maria Teresa Candian, voce della memoria, figura stanziale da 63 anni in Via Nassa, dove approdò come vocazione per i Voti nel 1963. Sono pagine intense di lavoro in dedizione piena, di sacrifici, di zelo: storie di decine di donne nel loro specifico donarsi da Via Nassa fino ai paesi delle valli.

Maria Teresa Candian

Maria Teresa Candian

Un veloce riassunto su quanto ha pulsato in Via Nassa dà questo ventaglio di operosità con relativi oneri collaterali di lavoro in servizio permanente per:

  • Le donne dell’Unione Femminile Cattolica Ticinese;
  • i giovani dell’Azione Cattolica, soprattutto dopo la costruzione della Casa S. Pio X, con una nuova più ampia cappella, fortemente voluta da mons. Alfredo Leber, prete che dominava la scena cantonale, anche in virtù della cassa di risonanza e della capacità di aggregazione favorita dal “Giornale del Popolo”;
  • le maestre cattoliche;
  • gli esploratori dell’AEC;
  • gli sportivi dell’ASTI;
  • l’ufficio Pellegrinaggi diocesani;
  • il Sacrificio Quaresimale
  • le donne – un sessantina – di “Ancilla Domini”.

In Via Nassa ci sono stati anche Missio, poi per 25 anni i missionari di Immensee-“Betlemme”, Caritas è pure partita da qui e, ancora, i Cineforum con don Guglielmo Maestri. Sempre per qualche anno vi fu ospitata la Casa dell’apprendista e dello studente con i Gesuiti. Con gestione delle Teresine anche un pensionato per signorine, studentesse e impiegate in città e oggi studenti di USI, SUPSI, Conservatorio e alcuni apprendisti.
Una premessa che Maria Teresa Candian ha voluto porre nella rivisitazione della sua diuturna presenza è «l’esempio di pietà, di edificazione, di santità che ho avuto da tutte le sorelle con le quali ho condiviso la vocazione, una linfa vitale che ci ha tenuto insieme fra i banchi, ai piedi dell’altare, unite nella fede, nella speranza e nella carità che poi ci si impegnava per riverberare dove ciascuna di noi doveva spendersi con dedizione, che fosse nell’assistenza di un’anziana ospite, di seminaristi o, come si fa adesso, con i giovani studenti. Questa è stata la costante di noi che ci richiamiamo a S. Teresa del Bambino Gesù».

Copertina - Le Teresine di Via Nassa

Il libro di Zois, che si apre con un intervento dell’Amministratore apostolico Alain De Raemy, raccoglie anche testimonianze significative che vanno dall’ex-Segretario cantonale dell’OCST e già Consigliere nazionale Meinrado Robbiani a una docente del Liceo cantonale di Viale Cattaneo a Lugano, Biancamaria Travi; dal giornalista Marco Petrelli, già capo della Redazione nazionale e responsabile del Servizio politica e partiti alla nostra Radiotelevisione svizzera, al prof. Gianni Ballabio, figura di riferimento a tutto campo nella vita della diocesi. Da rilevare due interviste: la prima con l’attuale assistente spirituale delle Teresine, don Pietro Borelli, che è stato il primo sacerdote impegnato nella missione diocesana a Barranquilla, e don Cristinel Fodor, assistente delle Teresine, costola della Compagnia di Via Nassa da 30 anni presenti in Romania.

Incontro delle Teresine di Via Nassa in Romania, dove hanno iniziato una presenza da 30 anni

Incontro delle Teresine di Via Nassa in Romania, dove hanno iniziato una presenza da 30 anni

La sottolineatura dei cent’anni avverrà martedì 17 marzo nella cappella di Via Nassa 64 con la concelebrazione eucaristica che alle 15 sarà presieduta da mons. Alain De Raemy, con diversi sacerdoti che hanno visto fiorire e crescere la loro vocazione proprio in Via Nassa. Al termine ci sarà un momento di convivialità.

Enzo Dossico

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