Il coniglio e il tempo: la prima personale in Europa di Chen Xi

Chen Xi, How to Explain What Happened to the Dead, 2017.
Fino al 25 gennaio 2026, il MUSEC – Museo delle Culture di Lugano dedica a Chen Xi la sua prima grande mostra personale in Europa. Intitolata A Rabbit’s Tale, l’esposizione racconta oltre trent’anni di carriera di una delle artiste più rappresentative della scena contemporanea cinese, attraverso più di sessanta opere provenienti da collezioni pubbliche e private internazionali.
Allestita negli spazi di Villa Malpensata, la mostra è curata da Lü Peng insieme a Manuela Schiavano e Massimiliano Vitali, e nasce da una collaborazione tra il MUSEC e Skira, nell’ambito del progetto “Global Aesthetics”, dedicato alla creatività contemporanea internazionale.
Nata nel 1968 nella provincia autonoma dello Xinjiang, Chen Xi si è formata alla Central Academy of Fine Arts di Pechino, dove oggi insegna arti visive. La sua ricerca, radicata nella storia recente della Cina, attraversa pittura, disegno e installazione per interrogare la condizione dell’individuo di fronte al cambiamento sociale. Nei suoi lavori, la narrazione personale si intreccia alla memoria collettiva, in un linguaggio simbolico e intimo che riflette le trasformazioni del Paese dall’epoca delle Riforme economiche a oggi.

Chen Xi, So Close Yet So Far, 2023.
Il percorso espositivo, articolato in sette sezioni, ripercorre le diverse fasi della sua produzione. La prima, The Everyday (The 1990s), raccoglie le opere giovanili, in cui una pittura densa e materica restituisce l’energia e la tensione della Cina in piena rivoluzione economica. Con The Queen’s New Clothes, dedicata ai primi anni 2000, l’artista affronta il tema del corpo femminile e della costruzione dell’identità in una società in rapido mutamento, passando a un linguaggio più realistico e analitico.
In Object Language gli oggetti diventano protagonisti silenziosi di una riflessione sulla memoria e sul significato delle cose. Segue Rabbit on the Run, cuore poetico della mostra, dove il coniglio – figura ricorrente nell’immaginario di Chen Xi – diventa metafora dell’esistenza umana, fragile e sfuggente, sempre in bilico tra leggerezza e inquietudine.
Con Seeing the Great in the Small il visitatore entra nel laboratorio dell’artista, tra schizzi e disegni che svelano l’origine del processo creativo. Nei Lace Paintings, invece, il pizzo si trasforma da semplice ornamento a simbolo di intimità e sensualità, indagando la delicatezza della soggettività femminile. Chiude il percorso No Island Ever Stands Alone, un’installazione scultorea che riflette sulla condizione umana in un mondo dominato dalla tecnologia e dalle incertezze globali: un invito a riconoscere la fragilità e l’interdipendenza dell’esistenza contemporanea.
La mostra si conclude con un documentario di circa un’ora che ripercorre la carriera dell’artista, con interviste, materiali d’archivio e immagini del suo studio.
Per accompagnare l’esposizione, Skira pubblica il catalogo Chen Xi – A Rabbit’s Tale, a cura dello stesso Lü Peng. Il volume, che inaugura la collana internazionale del MUSEC “Global Aesthetics”, raccoglie testi critici di Francesco Paolo Campione, direttore del museo, e di autorevoli studiosi tra cui Jia Fangzhou, Jeff Kelley, Wang Chunchen, Wang Huangsheng, Yang Xiaoyan e Yin Ying.
Orari di apertura: Lu, Me, Gi, Ve ore 11-18; Sa-Do ore 10-18.