Anniversari

Il grazie alle Teresine per gli intensi 100 anni al servizio della diocesi

La celebrazione per i cento anni della Compagnia di S. Teresa del Bambino Gesù di Via Nassa a Lugano ha visto riunirsi nella cappella S. Pio X – voluta a suo tempo dallo storico direttore del Giornale del Popolo, mons. Alfredo Leber – un bel numero di amici, religiose, religiosi. C’era gente di ogni età martedì 17 marzo, provenienti anche da lontano, con una delegazione giunta dalla Romania, soprattutto dalla diocesi di Iasi, dove sull’antico albero piantato dal vescovo venerabile Aurelio Bacciarini con la cofondatrice Maria Motta di Airolo, è spuntata una nuova gemmazione.

Il vescovo emerito Pier Giacomo Grampa con l’amministratore apostolico Alain de Raemy. Sulla destra l’assistente spirituale delle Teresine in Romania, Cristinel Fodor

Il vescovo emerito Pier Giacomo Grampa con l’amministratore apostolico Alain de Raemy. Secondo da destra nella foto è l’assistente spirituale delle Teresine in Romania, Cristinel Fodor

Una quarantina i sacerdoti che hanno concelebrato con l’amministratore apostolico Alain de Raemy e il vescovo emerito Pier Giacomo Grampa. Una Messa molto partecipata, con alcuni fedeli anche sul sagrato. All’inizio del rito, Maria Teresa Candian, attuale responsabile delle Teresine, ha dato il suo saluto di benvenuto ed ha rivisitato la lunga storia dagli inizi delle prime 8 che presero i voti nel Quartiere Maghetti fino all’arrivo nell’ex-Palazzo vescovile nel 1939, quando fu acquistato dalla Compagnia. Qui, in Via Nassa ha pulsato a lungo e continua a battere il cuore della Diocesi, sotto i vari episcopati: Bacciarini, Jelmini, Martinoli, Togni, Corecco, Torti, Grampa, Lazzeri e ora De Raemy. Vi hanno trovato tetto e accoglienza un po’ tutte le associazioni, dall’Azione Cattolica con giovani e uomini, all’Unione Femminile, dall’Opera Pellegrinaggi al Seminario diocesano e alla culla – proprio qui – della Facoltà di Teologia, apripista del Ticino universitario grazie all’intuizione del vescovo Eugenio. Maria Teresa, con un velo anche di commozione ha sottolineato la dedizione piena e multidimensionale data dalla Teresine.

Cento anni delle Teresine - Mons. Alain de Raemy con Maria Teresa Candian

Mons. Alain de Raemy con Maria Teresa Candian, attuale responsabile della Compagnia di S. Teresa del Bambino Gesù

“Qui sono fiorite molte vocazioni sacerdotali”

“Non pensavo di ritrovarmi con questo compito – ha ricordato Maria Teresa – quando entrai qui per la prima volta: è un lungo percorso di sentimenti, gioie, fatiche, speranze, in condivisione piena, come in una famiglia, con una collaborazione totale. Sento un’ammirazione profonda per tutte le Sorelle nel ricordare il loro spirito e la santità delle loro esistenze. E rivivo ogni giorno un percorso di tanti felici e fecondi incontri formativi, di educazione e crescita, di convivialità. Quante vocazioni di sacerdoti hanno trovato proprio tra noi il terreno fertile per il loro ministero!”.

Poi Maria Teresa ha continuato: “Qui nei decenni ha bussato gente di ogni ceto e condizione, chiedendo un aiuto, quale che fosse, sempre sotto il segno della letizia, del soccorrere: tutte – ciascuna con il proprio carisma – abbiamo cercato di essere attive nell’impegno di una fraternità operosa sul campo, cercando di alleggerire chi fa fatica, incoraggiando, rimotivando alla speranza e alla ripartenza. Ci hanno sempre sostenuto e accompagnato nel cammino i nostri assistenti spirituali, che sono stati 12, fino all’attuale, don Pietro Borelli, con il suo esempio di spiritualità e di attenzione alla prossimità”.

Foto di gruppo di alcune Teresine e religiose al termine della celebrazione eucaristica in Via Nassa.

Foto di gruppo di alcune Teresine e religiose al termine della celebrazione eucaristica in Via Nassa.

Da 30 anni una confortante presenza in Romania

Da ultimo, l’apertura di una finestra con vista sulla nuova presenza delle Teresine in Romania, dove i 30 anni di presenza saranno ricordati e celebrati il prossimo 6 maggio. Concelebrante martedì in Via Nassa anche l’assistente spirituale delle Teresine di Romania, don Cristinel Fodor.
All’omelia l’amministratore apostolico Alain de Raemy ha messo in relazione la lettura del brano di Ezechiele con l’attività delle Teresine: l’acqua che scendeva dal tempio per buttarsi nell’Aràba e sfociare nel mare, risanandolo, è la metafora della storia e dell’impegno delle Teresine con il generoso e costante contributo dato dalla Compagnia nei cent’anni spesi al servizio della diocesi. Così termina infatti il testo del profeta: “I loro frutti serviranno come cibo e le foglie come medicina”, similitudine dell’opera svolta da Via Nassa”. L’immagine è stata ripresa alla fine della Messa nel saluto personale che De Raemy ha rivolto a Maria Teresa Candian. Particolare interessante: per la storica occasione del centenario è stato impugnato dal vescovo De Raemy il pastorale che fu di Aurelio Bacciarini.

Da sinistra: don Pietro Borelli, attuale assistente spirituale delle Teresine; Giuseppe Zois, autore del libro sui 100 anni della Teresine; Maria Teresa Candian e mons. De Raemy.

Da sinistra: don Pietro Borelli, attuale assistente spirituale delle Teresine; Giuseppe Zois, autore del libro sui 100 anni della Teresine; Maria Teresa Candian e mons. De Raemy.

L’intenso pomeriggio si è concluso con una familiare parentesi di convivialità durante la quale tutti hanno avuto modo di intrattenersi e scambiarsi ricordi, momenti di incontri, di amicizia e festa, cordialità e augurio.

Enzo Dossico

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