“Il nuotatore di Auschwitz”: una storia vera con Raoul Bova

Foto: Massimiliano Fusco
Sabato 14 febbraio alle ore 20.30, il Cinema Teatro di Chiasso ospita Il nuotatore di Auschwitz, intenso spettacolo teatrale con Raoul Bova, ispirato alla vera storia del campione di nuoto Alfred Nakache e al pensiero di Viktor E. Frankl, autore del libro Uno psicologo nei lager.
Diretto e adattato da Luca De Bei, lo spettacolo racconta una vicenda di resilienza estrema, in cui la forza del corpo e quella dello spirito diventano strumenti di sopravvivenza. Alfred Nakache, nuotatore francese di origine ebraica e detentore di un record mondiale, viene deportato ad Auschwitz, dove è registrato come prigioniero numero 172763. Nel campo di sterminio, nonostante le condizioni disumane e le privazioni quotidiane, Nakache non smette mai di allenarsi, immergendosi nell’acqua gelida di un bacino improvvisato. Quella disciplina ostinata, quella fedeltà alla propria identità di atleta, diventano il suo appiglio per attraversare l’orrore e salvarsi. Accanto alla sua storia emerge quella di Viktor Frankl, psichiatra austriaco anch’egli internato ad Auschwitz, che dopo la liberazione elaborerà una riflessione profonda sul senso dell’esistenza e sulla capacità dell’essere umano di resistere trovando un “perché” per vivere, anche nella sofferenza più estrema. Le due figure – Nakache e Frankl – si specchiano l’una nell’altra: l’azione e il pensiero, l’istinto e la consapevolezza, il corpo e la mente.
Raoul Bova, forte anche della propria esperienza di atleta, dà voce a questo racconto dialogando direttamente con il pubblico e restituendo con sensibilità e intensità il viaggio umano e interiore dei protagonisti. Attorno a lui, una scena essenziale ma altamente evocativa: il disegno luci di Marco Laudando traccia linee che diventano corsie di piscina, rotaie di deportazione, prospettive aperte verso l’ignoto e l’assoluto. Le immagini video di Marco Renda immergono lo spettatore in spazi astratti e poetici, in un bianco e nero che richiama luoghi della memoria e paesaggi dell’anima. Le musiche originali di Francesco Bova costruiscono un tessuto sonoro pulsante, capace di accompagnare e amplificare l’emozione del racconto.