Incontri

Il premio Nobel Jacques Dubochet all’USI

Lunedì 27 settembre sarà presente a Lugano il biofisico svizzero Prof. Jacques Dubochet, vincitore del premio Nobel per la chimica nel 2017. Gli incontri previsti sono organizzati congiuntamente dalla Società ticinese di scienze naturali (STSN) e dal Liceo cantonale di Lugano 1, la serata pubblica anche da L’ideatorio USI, con il sostegno dell’Accademia svizzera di scienze naturali (SCNAT).

La giornata si compone di due momenti. In mattinata, nove classi dei Licei cantonali di Lugano 1 e di Lugano 2 avranno la possibilità di incontrare il Prof. Jacques Dubochet dalle ore 10.15 presso l’Aula magna dell’USI. L’incontro, moderato da Manuela Varini, si inserisce nel progetto di istituto Sale in zucca. Pensare e coltivare il futuro promosso dal Liceo di Lugano 1 e sostenuto dalla STSN. L’attenzione di Dubochet per i giovani si concretizzerà anche nel pomeriggio in un incontro di discussione con un gruppo di studenti sensibili alle questioni climatiche.

In serata, nell’ambito delle celebrazioni per il 25esimo anniversario dell’Università della Svizzera italiana, si terrà invece la conferenza aperta al pubblico con il premio Nobel Jacques Dubochet, intervistato da Giovanni Pellegri, che racconterà la sua storia, le sue ricerche e il ruolo che la scienza e gli scienziati dovrebbero avere nella nostra società. La conferenza pubblica si terrà in francese. L’evento serale inizierà alle ore 20.30 presso l’Aula magna del Campus Ovest di Lugano. Apertura porte prevista per le 19.30. Per accedere alla conferenza è richiesto il certificato Covid (a partire dai 16 anni). L’evento sarà trasmesso in diretta streaming all’indirizzo www.usi25.usi.ch

Jacques Dubochet (classe 1941), divenuto il primo dislessico ufficiale del Cantone Vaud, sperimenta le sue prime scoperte tra le montagne vallesane, utilizzando corde, telescopi, coltellini e fiammiferi, tanto che sua mamma scherzando gli disse: “Tu un giorno vincerai il Nobel”. Dopo la tesi di laurea in biofisica a Ginevra e Basilea, le sue ricerche si concentrano sulla microscopia elettronica applicata al DNA che lo portano negli anni ‘70 a scoprire un fenomeno fondamentale: la vitrificazione dell’acqua, o meglio, come dice lui, la scoperta dell’acqua fredda. Molto fredda. Appassionato del rapporto tra scienza e società è da sempre un cittadino impegnato in questioni sociali e ambientali. Nel 2017 gli è stato conferito il premio Nobel per la chimica.

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