Mostra

Kaspar Ludwig, soglie e trasformazioni al MASI

Kaspar Ludwig, residenza artistica a Jingdezhen, Cina. © Kaspar Ludwig

Il Museo d’arte della Svizzera italiana presenta a Palazzo Reali illimitato, astratto, quasi futuro, mostra personale di Kaspar Ludwig (1989, Norimberga), vincitore del Premio Culturale Manor Ticino 2026. L’esposizione, a cura di Taisse Grandi Venturi ed Emma Pagani, sarà visitabile dal 17 ottobre 2026 al 4 aprile 2027 e riunisce sculture e installazioni concepite appositamente per l’occasione.

Formatosi all’Accademia di Belle Arti di Carrara e alla Hochschule für Gestaltung und Kunst di Basilea, Ludwig indaga la memoria, la ripetizione e la trasformazione attraverso un linguaggio che intreccia scultura, installazione e scenografia, con un’attenzione particolare alla manualità dei materiali e a una visione del quotidiano attraversata dall’ironia.

Il percorso espositivo si sviluppa attorno ai temi della soglia, dell’attraversamento e dell’assenza, ispirandosi all’immaginario del Bardo tibetano, lo stato intermedio tra la vita e la morte. Due grandi opere in argilla, collocate nella prima e nell’ultima sala, evocano buche scavate da cani e introducono un movimento circolare, in cui ogni conclusione diventa un nuovo inizio. Tra le opere figurano anche vasi con tratti e orecchie umane, realizzati durante una residenza a Jingdezhen, in Cina, che richiamano la forza del vuoto e le possibilità della trasformazione. Alcuni, dotati di monetine e campanelli, diventano strumenti musicali ispirati al cupa cupa della tradizione popolare meridionale italiana.

Kaspar Ludwig, illimitato, astratto, quasi futuro, 2026. © Kaspar Ludwig

La dimensione sonora attraversa l’intera mostra. Un’installazione audio inedita del duo I Sorelli, formato dai fratelli dell’artista, ricrea in una stanza inaccessibile l’atmosfera di una festa: il pubblico può ascoltarne la musica senza parteciparvi, confrontandosi con il desiderio di oltrepassare una soglia. In un altro ambiente, pareti trattate con china, carbone e cenere fanno da sfondo a sculture nere di serpenti e coccodrilli, con occhi di marmo bianchi e luminosi, nelle quali simboli tradizionalmente associati al male si intrecciano con una riflessione sull’animismo contemporaneo e sulle logiche del capitale.

La mostra inaugura venerdì 16 ottobre alle 18 a Palazzo Reali, con una performance musicale di I Sorelli. In occasione dell’esposizione sarà inoltre pubblicato un catalogo bilingue italiano-inglese, realizzato con Jungle Books di San Gallo, con testi di Francesca Benini, Taisse Grandi Venturi e Kaspar Ludwig, oltre a contributi visivi e testuali di artisti invitati.

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