Mostra

Petrini, un protagonista del ‘700 lombardo alla Züst

Il sonno di san Pietro, 1725 ca. (dettaglio). Musée du Louvre, Département des Peintures, Paris. Foto: Pagina Facebook Pinacoteca cantonale Giovanni Züst

A oltre trent’anni dall’ultima esposizione monografica a lui dedicata, la Pinacoteca cantonale Giovanni Züst di Rancate torna a concentrarsi sulla figura di Giuseppe Antonio Petrini (1677–1757), tra i principali protagonisti della pittura lombarda e italiana del Settecento. La mostra, curata da Elio Schenini con Laura Damiani Cabrini, si inaugura sabato 26 settembre alle 17 e rimarrà aperta fino al 31 gennaio 2027.

Il percorso riunisce oltre ottanta opere, provenienti da collezioni pubbliche e private ticinesi e da importanti istituzioni italiane ed europee, tra cui il Louvre, il Kunstmuseum di Basilea, il Kunsthaus di Zurigo, la Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro di Venezia e la Staatsgalerie di Stoccarda. Alcuni dipinti vengono presentati per la prima volta al pubblico.

La mostra ripercorre le diverse tappe della carriera di Petrini, pittore originale e anticonvenzionale che sviluppò in senso antibarocco la tradizione del realismo seicentesco. La sua pittura, severa e rarefatta, è caratterizzata da forti contrasti chiaroscurali di ascendenza caravaggesca, accostamenti cromatici particolari e una spiccata capacità compositiva. Tra i suoi soggetti più noti figurano scene sacre e ritratti, ma anche filosofi, astronomi e matematici, genere per il quale l’artista era già apprezzato dai contemporanei.

L’esposizione presenta inoltre due dei quattro Evangelisti recentemente attribuiti a Petrini, conservati a Segovia e Valladolid, e restituisce i risultati di nuove ricerche d’archivio che hanno permesso di precisare diversi aspetti della biografia dell’artista, stabilendone definitivamente la morte nel 1757, all’età di ottant’anni.

Orari: Ma-Ve 10-12 e 14-17; Sa, Do e festivi 10-12 e 14-18. Lunedì chiuso.

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