“Se Dio fosse svizzero”: recital di Emanuele Santoro a Locarno

«Cosa sarebbe successo se Dio fosse stato svizzero? Avrebbe creato il mondo, oppure starebbe ancora aspettando il momento propizio?», è questo l’interrogativo da cui prende le mosse il libro di Hugo Loetscher curato da Mattia Mantovani (Se Dio fosse svizzero, Armando Dadò editore 2004) e il recital di Emanuele Santoro, che andrà in scena al Teatro Cambusa di Locarno, domenica 18 gennaio alle ore 17.00. Una produzione e.s.teatro, in collaborazione con Armando Dadò editore, con Roberto Albin, che eseguirà le musiche dal vivo.
Il volume di Loetscher, scrive ancora Mantovani nella quarta di copertina, è «un ritratto della Svizzera non privo di uno humor disincantato e affettuoso, che mette in risalto i pregi e i difetti dell’elveticità». «Quello che si profila nelle pagine di questo libro», aggiunge, «non è soltanto un ritratto divertente, ironico e inseme impietoso della Svizzera così com’era e così com’è, o magari così come vorrebbe continuare ad essere. È anche e soprattutto il ritratto di una Svizzera che deve lasciarsi alle spalle i propri miti e le proprie leggende per imboccare quella che, secondo Loetscher, è l’unica via percorribile: essere una nazione normale in mezzo ad altre nazioni normali».
Si segnala che Emanuele Santoro inaugurerà, al Teatro Cambusa, la nuova stagione teatrale Effimeri e diversi, con lo spettacolo Autlook (il 24 gennaio alle ore 20.30), già andato in scena a Lugano e recensito da Manuela Camponovo: Lo sguardo di Santoro sull’autismo.