Tra neve e cielo: lo spirito nomade negli scatti di Alessandra Meniconzi
Dal 30 settembre 2025 al 31 gennaio 2026 il Canvetto Luganese ospita Essenza nomade, la nuova mostra fotografica di Alessandra Meniconzi. Un viaggio visivo che attraversa orizzonti lontani, dalla tundra siberiana alle montagne degli Altai, dove i Nenets e i Berkutchi kazakhi continuano a incarnare la libertà antica dei popoli nomadi. Le immagini della fotografa svizzera raccontano vite che scorrono tra neve e vento, sospese in un equilibrio fragile e potente con la natura estrema.
- © Alessandra Meniconzi
Nella Siberia occidentale, dove l’inverno dura nove mesi e il silenzio è rotto solo dal passo leggero delle renne, vivono i Nenets. Il loro mondo è fatto di distese bianche e di ritmi antichi, di tende di pelle e di lunghi spostamenti attraverso la tundra. La loro sopravvivenza è una forma d’arte che si tramanda da secoli: ogni gesto, ogni scelta, ogni oggetto racconta una conoscenza profonda del territorio e una relazione spirituale con gli animali che lo abitano. La renna è il centro del loro universo: fonte di cibo, trasporto, vestiario e rifugio. Le tende coniche di pelle, chiamate chum, si montano e si smontano con il ritmo delle migrazioni, seguendo le stagioni e i movimenti delle mandrie. Tutto è parte di un ciclo naturale che i Nenets rispettano e conoscono intimamente. Persino l’oscurità totale del Kaamos, l’inverno senza sole, diventa parte di una vita che non conosce l’opposizione tra uomo e natura, ma solo un continuo dialogo. Oggi però questo equilibrio è messo alla prova: il riscaldamento globale e l’espansione industriale minacciano le rotte migratorie e le risorse del territorio. Eppure, finché le loro renne continueranno a tracciare sentieri nella neve, i Nenets rimarranno testimoni di un modo di esistere che sfida il tempo e la modernità.
- © Alessandra Meniconzi
Dalle pianure ghiacciate della Siberia, il viaggio fotografico di Meniconzi si spinge poi verso sud, ai piedi dei monti Altai, nella Mongolia occidentale. Qui vivono i Berkutchi, i cacciatori con l’aquila reale, che da secoli si spostano con le stagioni alla ricerca di pascoli. Nella provincia di Bayan-Ölgii, l’allevamento di cavalli, pecore, capre e cammelli scandisce la vita quotidiana delle famiglie nomadi. Ma è la figura del cacciatore con l’aquila a catturare l’immaginazione. Il legame tra l’uomo e il rapace nasce da un’antica alleanza: l’aquila, con la sua forza, la sua vista e il suo coraggio, diventa una compagna di vita. L’addestramento richiede anni di pazienza e dedizione; solo conquistando la fiducia dell’animale si può creare un rapporto di rispetto reciproco. La caccia con l’aquila non è solo un atto di sopravvivenza, ma un rito che celebra l’armonia tra l’uomo e la natura, tra forza e grazia, tra cielo e terra. Oggi questa tradizione secolare si rinnova: anche le donne stanno conquistando un ruolo nell’antica arte di addestrare aquile per la caccia sugli Altai.
Essenza nomade è un racconto per immagini che unisce queste due culture lontane. Il vernissage si terrà sabato 4 ottobre alle ore 17.00. Il Canvetto Luganese è aperto al pubblico da martedì a sabato, dalle ore 08.30 alle 24.00. Chiusure: dal 31.10.2025 dalle ore 16.00 al 10.11.2025 | dal 25.12.2025 dalle ore 16.00 al 07.01.2026.
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