Tutti i colori del giallo

Tre autrici, tre modi di leggere il mondo e l’eredità viva di Agatha Christie

Tutti i colori del giallo 2026 - Deborah Gabaglio intervista Valeria Corciolani, Alessia Gazzola e Gabriella Genisi (Foto: Sabrina Montiglio)

La terza giornata di Tutti i colori del giallo ha portato sul palco Alessia Gazzola, Valeria Corciolani e Gabriella Genisi, intervistate da Deborah Gabaglio in una serata dedicata alla “cucina del delitto”, tra omaggi ad Agatha Christie, personaggi seriali, ricette, paure e musica.

Ad aprire l’incontro, il ringraziamento all’Azienda elettrica di Massagno, sponsor della serata, che ha offerto al pubblico un biscotto ispirato alla tradizione inglese e all’immaginario christiano: un piccolo dono gastronomico perfettamente in tema con la serata. Da lì, il discorso si è spostato subito sulla grande “zia Agatha”, figura inevitabile per chiunque scriva gialli, soprattutto quando il mistero entra nelle case, nei salotti, nei villaggi e nelle cucine.

Tutti i colori del giallo 2026 - Alessia Gazzola (Foto: Sabrina Montiglio)

La scrittrice Alessia Gazzola (Foto: Sabrina Montiglio)

Alessia Gazzola ha raccontato il proprio rapporto quasi devozionale con Christie, ricordando la scoperta televisiva di Poirot e poi la lettura dei romanzi. La sua nuova serie, Miss Bee, ambientata nella Londra degli anni Venti, è un omaggio dichiarato alla tradizione inglese del giallo: Beatrice Bernabò, detta Miss Bee, è una giovane italiana curiosa e intraprendente che si muove in un universo di aristocrazia, segreti e delitti.

Tutti i colori del giallo 2026 - Gabriella Genisi (Foto: Sabrina Montiglio)

La scrittrice Gabriella Genisi (Foto: Sabrina Montiglio)

Gabriella Genisi ha invece parlato di Agatha Christie come di un riferimento imprescindibile, pur arrivando al giallo attraverso strade diverse: Simenon, Camilleri, la provincia, il territorio. Nei suoi romanzi la cucina non è solo scenario o arma del delitto, ma sentimento, legame familiare, identità pugliese. Lolita Lobosco e Chicca Lopez abitano mondi concreti, radicati nella cronaca e nelle contraddizioni della loro terra.

La scrittrice Valeria Corciolani (Foto: Sabrina Montiglio)

La scrittrice Valeria Corciolani (Foto: Sabrina Montiglio)

Valeria Corciolani ha riconosciuto in Christie una maestra del depistaggio onesto: tutto è sotto gli occhi del lettore, ma lo sguardo viene guidato altrove. Le sue protagoniste, da Alma Boero a Edna Silvera, raccolgono l’eredità di Miss Marple: donne apparentemente laterali, non professioniste dell’indagine, capaci però di osservare ciò che altri non vedono.

Più ancora del tema del delitto o della costruzione narrativa, la serata ha lasciato emergere la straordinaria capacità di queste autrici di dare profondità ai discorsi senza mai perdere il contatto con la realtà quotidiana. Ogni riflessione — dalla paura alla cucina, dalla serialità alla fatica della scrittura — è stata affrontata con una consapevolezza umana e narrativa capace di unire leggerezza, ironia e verità. È emersa anche una forte dimensione di dialogo e di amicizia tra scrittrici: significativo, in questo senso, il riferimento affettuoso di Alessia Gazzola a Paola Barbato, autrice molto amata e presenza importante nel confronto creativo tra narratrici contemporanee. Più che parlare di “scrittrici di genere”, viene naturale pensare a grandi narratrici contemporanee, capaci di attraversare il giallo, la commedia, il romanzo psicologico e il racconto sociale mantenendo sempre una voce riconoscibile e profondamente umana.

Uno dei passaggi più intensi è stato quello sulla serialità. Le tre autrici hanno parlato con grande sincerità del rapporto con i propri personaggi: l’affetto dei lettori, la fatica di continuare, il rischio di ripetersi, il bisogno di lasciare spazio ad altro. Genisi ha annunciato il desiderio di sospendere Lolita e Chicca per dedicarsi a un nuovo romanzo, Villa Tempesta. Gazzola ha ricordato la difficoltà di separarsi da Alice Allevi e il timore di restare per sempre “l’autrice dell’Allieva”. Corciolani ha riflettuto sulla complessità del giallo, troppo spesso considerato letteratura minore, ma in realtà genere esigente, dove ogni dettaglio deve tornare.

La serata ha poi attraversato cucina, scrittura e ispirazione: gli spaghetti all’assassina di Genisi, i dolci liguri di Corciolani, i cornetti preparati da Gazzola durante il lockdown. Cucinare e scrivere, hanno spiegato, si assomigliano: servono ingredienti, dosi, pazienza, ma anche improvvisazione.

Nel finale, spazio alla paura e alla musica. Per Genisi la paura più grande è stata quella della perdita; per Corciolani è un chiaroscuro necessario; per Gazzola, ex medico legale, la morte resta un pensiero angosciante nonostante gli anni trascorsi in sala autoptica. Quanto alla musica, sono emersi Pino Daniele, la disco anni Settanta, i CCCP e Massimo Zamboni, presente in sala e protagonista dell’appuntamento successivo.

Una serata vivace e generosa, capace di mostrare tre modi diversi di abitare il giallo: non “letteratura al femminile”, ma letteratura piena, popolare e intelligente, capace di parlare di delitti, case, città, cibo, desideri, paure e libertà.

Rinnoviamo quindi l’appuntamento a domani con Massimo Zamboni, protagonista della nuova serata di Tutti i colori del giallo.

Le Libraie de Il Rifugio Letterario
Lidia e Maria

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