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“200 franchi non bastano!”: la replica della SSR.CORSI

L’iniziativa volta a ridurre il canone radiotelevisivo rappresenta «un chiaro attacco politico alla SSR». Così afferma SSR.CORSI, in una nota firmata dal presidente Luigi Pedrazzini e dalla segretaria regionale Laura Méar, dopo l’avvenuta consegna a Berna delle firme (oltre 128mila) a sostegno dell’iniziativa.

Nel seguito il testo integrale:

La SSR Svizzera italiana CORSI ha preso atto che sono state depositate le firme dell’iniziativa denominata “200 franchi bastano (iniziativa SSR)”. Questa iniziativa è un chiaro attacco politico alla SSR e riapre, malgrado l’evidente segnale dato da oltre il 70% delle Svizzere e dagli Svizzeri pochi anni or sono, il dibattito sul servizio pubblico radiotelevisivo, dibattito che, per definizione, deve essere considerato utile e mai temuto.

La SSR.CORSI confida, come accaduto nel 2018, di riuscire a spiegare alla maggioranza della popolazione le ragioni importanti per cui l’iniziativa deve essere respinta poiché 200 franchi non bastano per garantire l’esistenza del servizio pubblico radiotelevisivo così come lo conosciamo oggi in Svizzera e nella Svizzera italiana in particolare. Questa iniziativa appare problematica soprattutto per le minoranze linguistiche, considerato che la SSR con la sua attuale offerta quadrilingue, contribuisce in modo significativo alla coesione nazionale.

Tenuto conto del voto popolare del 2018 sull’iniziativa NO Billag e pur consapevole che la nuova iniziativa appare, ma solo a prima vista, “moderata”, la SSR.CORSI confida che la maggioranza della popolazione, così come la maggioranza dei Cantoni, ribadiranno la loro fiducia nel servizio pubblico radiotelevisivo in quanto espressione di una Svizzera che vuole continuare a promuovere un dialogo costruttivo fra le sue regioni e culture, le generazioni, i suoi abitanti, le parti sociali ed economiche. Le basi della nostra democrazia sono dei media forti e autonomi, che tali devono rimanere.

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