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“Fulmine” e “Golem”: doppia performance alla Casa della Letteratura

La nuova stagione della Casa della Letteratura per la Svizzera italiana si apre sabato 21 febbraio alle ore 16.30 con una doppia performance-lettura dedicata all’esplorazione del linguaggio e dei suoi limiti espressivi. Protagoniste sono due artiste che interrogano la parola nelle sue diverse forme – voce, dialetto, segno, gesto – spingendola verso territori ibridi e performativi.

©Massimiliano Rossetto

Ad aprire il pomeriggio è Fulmine, progetto di Rebecca Solari: un monologo in dialetto ticinese che intreccia distorsioni sonore e potenza vocale in un flusso caotico. La lingua si fa materia viva, attraversata da frammenti di trasformazione e rigenerazione. Dai codici pop dello spettacolo e del movimento emerge un corpo antieroico, attraversato da tracce multidirezionali che smontano e ricompongono i cliché dei ruoli sociali. Fulmine – il personaggio – alterna urla e sussurri, consegnando immagini paradossali e folgoranti: una tartaruga morta in una zuppa, un fulmine intrappolato in una palude, una gomma da masticare che piange nel compostaggio.

Dopo una breve pausa, Eugenia Giancaspro, alias Antigone, presenta Lettere a Golem, un epistolario performativo che intreccia poesia, Lingua dei Segni Italiana e gesto scenico. Dalle profondità della psiche emergono visioni pop e perturbanti – affreschi che si sgretolano, vulcani, bambole gonfiabili, vergini suicide, soglie – in un racconto che mette al centro la faticosa ricostruzione di sé. Lo spettacolo dà voce a figure femminili “Frankenstein”: creature composite e consapevoli, registe maniacali della propria drammaturgia esistenziale.

La serata si conclude con un aperitivo aperto al pubblico.

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