Letteratura

Premi svizzeri di letteratura 2026: premiata Begoña Feijoo Fariña

Foto: Maria Svitlychna

Begoña Feijoo Fariña è tra le vincitrici del Premio svizzero di letteratura per Come onde di passaggio, pubblicato da Gabriele Capelli Editore, romanzo che ha ottenuto anche il Premio letterario grigione 2026.

La storia proposta da Begoña Feijoo Fariña vede come protagoniste, oltre Genova stessa, cinque persone relativamente comuni, le cui vite scorrono senza sfiorarsi una con l’altra, ed ignare della tragedia che sta per verificarsi in città da lì a poco. Fin da subito l’autrice introduce il lettore nella loro quotidianità più intima: si prende così atto delle fatiche, delle speranze e della tanta solitudine dei singoli percorsi di vita. I personaggi descritti appaiono ben presto familiari e capaci di suscitare empatia. A differenza dei protagonisti del racconto, il lettore è però a conoscenza della spada di Damocle che incombe su Genova, per cui percepisce una tensione prima ancora che questa si manifesti nel testo con un vero e proprio crescendo drammatico. In prossimità del crollo del ponte, il ritmo del racconto e delle vite descritte si fa infatti via via più fitto, deciso, a tratti quasi scattante, e le realtà dei protagonisti si avvicinano, apparendo improvvisamente come tasselli di un quadro più grande.

La lista completa dei premiati

Sandro Marcacci, Me taire (Éditions d’en-bas). Questo autore neocastellano di origini ticinesi, classe 1963, ripercorre la storia di una giovane donna incinta e obbligata a sposarsi. Malata di tubercolosi, sarà separata dalla figlia per due anni di cure. Si rifugia in un monologo silenzioso con la gemella scomparsa.

Antoine Rubin, Calcaires (Éditions La Veilleuse). Rubin, antropologo e scrittore nato a St-Imier (BE) nel 1990, esplora la dorsale del Giura e la foresta boreale del Canada. Il suo libro si concentra sui molteplici usi della roccia calcarea, “materia prima della cementificazione del mondo” e “ultimo ricettacolo dei nostri rifiuti nucleari”.

Martina Clavadetscher, Die Schrecken der anderen (C.H. Beck). Nell’ultimo romanzo dell’autrice di Zugo (1979), l’ideologia nazista ribolle sotto la superficie. Mescolando fatti storici e finzione, l’autrice mette in guardia dal pericolo dell’oblio.

Asa Hendry, archiv (Chasa Editura Rumantscha). Il giovane scrittore grigionese, classe 1999, affronta in questo testo i traumi intergenerazionali nell’agricoltura di montagna. Al centro c’è il rapporto tra il giovane narratore e il padre silenzioso.

Jonas Lüscher, Verzauberte Vorbestimmung (Carl Hanser Verlag). Lo scrittore e filosofo zurighese Jonas Lüscher (1976) si è gravemente ammalato di Covid-19 nel 2020. È entrato in coma ed è sopravvissuto per un soffio e ciò grazie all’aiuto delle macchine. In questo testo esplora questa esperienza esistenziale. Si interroga anche su come una diffidenza generale nei confronti della tecnologia possa essere conciliabile con il fatto che la sua sopravvivenza sia dipesa proprio dalla tecnologia più avanzata.

Nora Osagiobare, Daily Soap (Kein & Aber). Osagiobare, classe 1992, è nata e cresciuta a Zurigo. Figlia di padre nigeriano e madre svizzera, ha dovuto affrontare il razzismo sin dalla più tenera età. Ha trasformato le sue esperienze in un romanzo. Daily Soap è, nonostante il tema difficile, estremamente divertente.

Begoña Feijoo Fariña, Come onde di passaggio (Gabriele Capelli Editore).

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