200 franchi NON bastano per gli svizzeri
A poco più di otto anni dalla netta bocciatura dell’iniziativa “No Billag“, che mirava ad abolire il canone radiotelevisivo, l’elettorato svizzero ha nuovamente respinto una proposta di riduzione del finanziamento alla SSR. L’iniziativa popolare «200 franchi bastano», promossa da Unione democratica di centro (UDC), Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) e Giovani liberali radicali, che chiedeva di abbassare il canone da 335 a 200 franchi, è stata respinta da tutti i Cantoni con il 61,9% di voti contrari. Il rifiuto è stato particolarmente marcato nella Svizzera francese e nei centri urbani — ad esempio nel Cantone di Basilea Città, dove i “no” hanno raggiunto il 71,1% — mentre in Ticino il sostegno all’iniziativa è stato più elevato (46,7% di “sì”).
All’indomani della votazione federale dell’8 marzo 2026, diverse istituzioni e organizzazioni della Svizzera italiana hanno commentato l’esito del voto.
La SSR.CORSI, cooperativa per la radiotelevisione nella Svizzera italiana, ha espresso sollievo per il risultato, interpretandolo come una conferma del sostegno al servizio pubblico radiotelevisivo e al suo ruolo nelle diverse regioni linguistiche del Paese. Secondo l’organizzazione, la decisione popolare rafforza la legittimazione democratica del sistema mediatico pubblico e permette alla SSR e alla RSI di proseguire il processo di trasformazione già avviato per adattarsi ai cambiamenti del consumo dei media e alle misure di contenimento dei costi previste nei prossimi anni.
Il Consiglio di Stato ticinese ha accolto con soddisfazione la bocciatura dell’iniziativa, ricordando di essersi opposto alla proposta insieme alla Conferenza dei Governi cantonali. Il Governo ritiene che una riduzione così marcata del canone avrebbe reso difficile per la SSR adempiere al proprio mandato di servizio pubblico in tutte le regioni linguistiche. L’esecutivo cantonale seguirà ora con attenzione gli effetti della riorganizzazione che sarà adottata dalla SSR in applicazione del progetto SRG SSR Enavant – che fa seguito alla decisione del Consiglio federale di ridurre il canone a 300 franchi, che obbligherà la SSR a risparmiare 270 milioni di franchi entro il 2029 – con l’obiettivo di limitare il più possibile le conseguenze negative per la RSI e per il Cantone.
Anche il Comitato contro l’iniziativa “200 franchi bastano – Non silenziamo la Svizzera italiana!” ha accolto positivamente l’esito della votazione, ringraziando organizzazioni, partiti e associazioni che hanno sostenuto la campagna. Il comitato considera il risultato un segnale a favore del ruolo della SSR nel pluralismo informativo, nella coesione nazionale e nella rappresentazione delle minoranze linguistiche.