Arte

“La bellezza esiste” a Chiasso: la mostra di Petra Weiss

Allestimento della mostra allo Spazio Officina di Chiasso, 2026. Fotografia di Carlo Pedroli.

Vasi, cubi e pile, piramidi e stele, meteore ed onde: sono queste le opere che si offrono alla vista dei visitatori dello Spazio Officina di Chiasso, dove è in corso la mostra Petra Weiss. La bellezza esiste. Un’ampia retrospettiva dedicata alla scultrice svizzera Petra Weiss (Cassina d’Agno, 1947), curata da Dalmazio Ambrosioni e Nicoletta Ossanna Cavadini.

Petra Weiss, Racconto, 2002. Marmo di Carrara. Collezione m.a.x. museo, Chiasso. Fotografia di Pino Brioschi.

Attraverso oltre centocinquanta opere, il percorso espositivo ripercorre sessant’anni di ricerca artistica, evidenziando l’evoluzione del linguaggio di Weiss: dalle prime sperimentazioni in terracotta fino ai raffinati lavori in grès, marmo, bronzo e vetro. Centrale nella sua pratica è il dialogo con gli elementi primordiali — terra, acqua, aria e fuoco — che nel tempo si traduce in forme sempre più essenziali, geometriche e cariche di tensione simbolica.

Le sculture, caratterizzate da una forte componente plastica e da una ricerca cromatica sofisticata, costruiscono un ambiente silenzioso e contemplativo, in cui la materia si organizza come una vera e propria “partitura visiva”. Dalle forme vascolari ai cubi e alle piramidi, fino alle stele verticali e alle “meteore”, l’opera di Weiss sviluppa un lessico coerente che coniuga memoria arcaica e astrazione.

Alcune delle opere di Petra Weiss in mostra. (Da sin.): Onda (2024), Racconto (2020), Segno (2024), Onda (2015), Segno (2020). Fotografia di Carlo Pedroli.

Uno degli elementi cardine della mostra è il tema dell’alfabeto visivo elaborato dall’artista: una scrittura a ideogrammi che attraversa l’intero percorso espositivo, evolvendo da segno orizzontale a forma plastica verticale nelle stele. Accanto a questo asse principale, le “stanze dell’arte” approfondiscono i nuclei iconici della sua ricerca: la ceramica vascolare, la materia geometrica, i segni isolati e le superfici ondulate, metafora della contemporaneità.

Petra Weiss, Vibrazione, 1999. Pastello su carta. Collezione dell’artista. Fotografia di Carlo Pedroli.

La sezione finale è dedicata alle stele, espressione più recente del lavoro di Weiss, intese come forme di comunicazione astratta proiettate verso lo spazio e il tempo, quasi tracce destinate alla memoria futura. L’esposizione include inoltre l’installazione permanente Il passo (2025), destinata al Parco delle sculture adiacente al museo, e una selezione di materiali video legati al progetto del “viaggio dell’alfabeto”.

Petra Weiss, Il passo, 2024. Grès. Collezione dell’artista. Fotografia di Carlo Pedroli.

Accompagna la mostra un catalogo edito da Fidia Edizioni d’Arte, con contributi critici di Dalmazio Ambrosioni, Matteo Zauli e Nicoletta Ossanna Cavadini, oltre a un ricco apparato iconografico.

Petra Weiss. La bellezza esiste è aperta al pubblico fino al 19 aprile, data in cui si terrà il finissage della mostra (ore 16.30). Orari: Ma-Ve, 14-18; Sa-Do e festivi, 10-12, 14-18. Aperture speciali: 5-6 aprile. Chiusure speciali: 3-4 aprile.

Petra Weiss, L’Albero, 1998. Pastello su carta. Collezione dell’artista. Fotografia di Carlo Pedroli.

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