Max Bill e la “grammatica della bellezza” al m.a.x. museo

Max Bill, unbegrenzt und begrenzt, 1947. © max, binia + jakob bill stiftung/2026, ProLitteris, Zürich.
Dal 29 marzo al 12 luglio 2026 il m.a.x. museo di Chiasso ospita un’importante mostra dedicata a Max Bill, figura centrale della cultura del Novecento. Curata da Karin Gimmi e Nicoletta Ossanna Cavadini, l’esposizione si intitola Max Bill (1908–1994): la grammatica della bellezza e si inserisce nel ciclo che il museo dedica ai grandi maestri del XX secolo.
La mostra approfondisce il concetto di bellezza secondo Max Bill, intesa come risultato di rigore, armonia e logica. Attraverso l’arte concreta, l’artista individua un linguaggio capace di esprimere lo spirito umano con precisione e chiarezza, utilizzando elementi fondamentali come colore, spazio e movimento per generare nuove realtà visive. La sua attività – artistica, teorica e didattica – viene così letta come un sistema unitario, che gli è valso il riconoscimento di “artista universale”.
Formatosi al Bauhaus tra il 1927 e il 1928, Bill sviluppa un approccio razionale e non figurativo all’arte. Nel corso della sua carriera contribuisce alla diffusione dell’arte concreta, creando un ponte culturale tra Zurigo e Milano e influenzando profondamente il linguaggio artistico e progettuale europeo.

Max Bill, unendliche schleife aus einem kreisring II, 1947-48. ©max, binia + jakob bill stiftung/2026, ProLitteris, Zürich.
L’esposizione mette in luce anche il legame dell’artista con il Ticino, in particolare con il villaggio di Comologno, dove soggiornò più volte intrecciando relazioni con importanti personalità della cultura europea, tra cui Jean Arp, Max Ernst e Meret Oppenheim. Questo contesto si rivelò determinante per la maturazione della sua visione etica e progettuale.
Nel secondo dopoguerra, Max Bill partecipa attivamente al dibattito culturale internazionale, collaborando con istituzioni e protagonisti del mondo dell’architettura e del design, tra cui Le Corbusier e Gillo Dorfles, contribuendo al rinnovamento dei linguaggi visivi tra Italia e Svizzera.
La mostra, la più ampia mai realizzata in Canton Ticino sull’artista, presenta 168 opere tra dipinti, sculture, grafiche, fotografie, oggetti di design e progetti architettonici. Il percorso espositivo si sviluppa in tre sezioni tematico-cronologiche: dagli esordi influenzati dal Bauhaus, allo sviluppo teorico dell’arte concreta, fino alla piena maturità artistica, in cui Bill elabora la sua personale “grammatica della bellezza”.

Max Bill, feld aus sechs sich durchdringenden farben, 1966-67. © max, binia + jakob bill stiftung/2026, ProLitteris, Zürich.
L’esposizione è accompagnata da un catalogo bilingue (italiano e inglese) pubblicato dalle Edizioni d’arte Silvana Editoriale, ricco di apparati critici e iconografici, con contributi di studiosi internazionali.
L’inaugurazione si terrà sabato 28 marzo alle ore 17.30 presso il Cinema Teatro Chiasso, alla presenza di: Bruno Arrigoni, Sindaco e Capodicastero Attività culturali, Chiasso; Karin Gimmi, Storica dell’arte, co-curatrice; Nicoletta Ossanna Cavadini, Direttrice m.a.x. museo e Spazio Officina, co-curatrice; Jakob Bill, Presidente della Fondazione max, binia + jakob bill; Riccardo Blumer, Direttore Accademia di architettura, Università della Svizzera italiana.
Max Bill (1908–1994): la grammatica della bellezza è aperta al pubblico dal 29 marzo al 12 luglio 2026, nei seguenti orari: Ma-Ve, 10-12, 14-18; Sa-Do, 10.30-18.00. Aperture speciali: 5-6 aprile, 1 maggio, 14 maggio, 25 maggio, 4 giugno, 29 giugno. Chiusure speciali: 3-4 aprile.