Convegno

George Gershwin al LAC: arti senza confini

George Gershwin nel 1937. Foto: Carl Van Vechten – Wikimedia Commons

George Gershwin è una delle figure più sfuggenti e affascinanti del Novecento: compositore e pianista, autore teatrale e uomo di spettacolo, ma anche pittore, fotografo, collezionista d’arte e appassionato di danza e design. È proprio questa natura multidisciplinare il cuore del convegno internazionale Diventare George Gershwin, in programma al LAC il 16 e 17 giugno 2026, in collaborazione con l’Università IULM di Milano e il Franklin College di Lugano.

Ideato e diretto da Luca Cerchiari, William A. Everett e Andrea Amarante, il progetto non si limita a celebrare il compositore americano, ma propone una riflessione più ampia sulla modernità culturale della sua opera e sulla sua capacità di superare le tradizionali distinzioni tra musica colta, jazz, musical e popular music. Gershwin appare così come l’incarnazione di quella “musica totale” teorizzata da Giorgio Gaslini: una pratica artistica aperta, trasversale e libera da confini culturali.

Parlare di Gershwin significa confrontarsi con un autore capace di scrivere canzoni per Broadway e, allo stesso tempo, opere sinfoniche come Rhapsody in Blue o An American in Paris. Un compositore che ha saputo mettere in relazione la tradizione europea e il jazz afroamericano senza trasformarli in semplice citazione o folklore. Ma significa anche ricordare un artista profondamente immerso nella cultura visiva del suo tempo: Gershwin dipingeva, disegnava, progettava mobili déco, frequentava le gallerie newyorkesi e collezionava opere d’arte. La sua passione per la danza era tale da suggerire talvolta movimenti coreografici all’amico Fred Astaire.

Questa dimensione poliedrica sarà al centro delle giornate di studio di Lugano, che riuniranno studiosi europei e statunitensi provenienti da discipline diverse: musicologia, storia del jazz, teatro musicale, cinema, letteratura e diritto d’autore. Il programma affronterà temi che spaziano dai processi compositivi alla ricezione europea delle opere gershwiniane, dal rapporto con il cinema alla costruzione dell’identità musicale americana.

Accanto alle sessioni scientifiche, il convegno sarà accompagnato da due concerti che rafforzano il dialogo tra ricerca e performance. Martedì 16 giugno il Coro dell’Università IULM di Milano presenterà una selezione di canzoni di George e Ira Gershwin. Mercoledì 17 giugno sarà invece la volta del progetto Gershwin&Strings, con il Catfish Row Ensemble, la cantante Greta Panettieri e il quartetto d’archi del Teatro alla Scala guidato da Duccio Beluffi, impegnati in nuove trascrizioni curate da Giampaolo Testoni.

Il convegno lascerà inoltre una traccia editoriale e discografica: gli atti saranno pubblicati dalla LIM – Libreria Musicale Italiana, mentre un CD prodotto dal LAC e dall’Università IULM uscirà per Alfa Music di Roma.

Il programma nel dettaglio è disponibile online. Per la presentazione del convegno, a cura di Luca Cerchiari, v. l’Osservatore n.18/2026.

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