Felice Varini al LAC: dialogo tra arte, spazio e percezione

Nero giallo blu e rosso per l’ellisse e il cerchio, Mendrisio, 2026. Pittura acrilica e pellicola vinilica. © Felice Varini 2026, ProLitteris, Zurich. Foto: Mattia Mognetti.
Mercoledì 2 settembre alle ore 18, nella Hall del LAC di Lugano, Felice Varini sarà protagonista di una conversazione con Barbara Paltenghi Malacrida, curatrice della mostra monografica dedicata all’artista al Museo d’arte di Mendrisio, e Marco Franciolli, curatore della mostra L’occhio dinamico. Traiettorie della percezione, in corso al Museo Casa Rusca di Locarno.
L’incontro offrirà l’occasione per conoscere più da vicino il percorso di uno dei protagonisti dell’arte contemporanea e una ricerca che, dagli anni Ottanta, ha ridefinito il rapporto tra pittura, architettura e spettatore.
Nel lavoro di Varini, cerchi, ellissi, quadrati e poligoni si estendono sulle superfici degli edifici, attraversando pareti, pavimenti e soffitti. Da un preciso punto di osservazione, gli elementi si ricompongono in una figura geometrica compiuta, mentre da altre prospettive si frammentano nuovamente nello spazio. L’opera nasce così dall’incontro tra forma, architettura e sguardo, coinvolgendo il pubblico come parte integrante della composizione.
La conversazione permetterà di entrare nel processo creativo dell’artista e di ripercorrere le tappe di una ricerca sviluppata attraverso interventi site-specific, grandi composizioni geometriche e una costante attenzione ai meccanismi della percezione. La pittura esce dai propri confini tradizionali e si confronta con lo spazio architettonico e urbano, con il movimento e con la presenza dello spettatore.
Attraverso il dialogo con Paltenghi Malacrida e Franciolli, Varini racconterà idee, esperienze e intuizioni alla base del proprio lavoro, offrendo nuove prospettive su un’opera che invita ogni volta a guardare lo spazio in modo diverso.