Fotografia

Ugo Mulas tra Consagra e Pomodoro alla Cortesi Gallery

Ugo Mulas, Arnaldo Pomodoro. Rotanti sulle rive del Ticino, 1968. Fotografie Ugo Mulas © Eredi Ugo Mulas. Tutti i diritti riservati. Courtesy Archivio Ugo Mulas; Fondazione Arnaldo Pomodoro – Cortesi Gallery Lugano / Milano

Dal 18 settembre al 20 dicembre 2026, Cortesi Gallery Lugano (Via Nassa 62) presenta una mostra dedicata al rapporto tra fotografia, scultura e processo creativo, mettendo in dialogo una selezione di fotografie di Ugo Mulas con opere di Pietro Consagra e Arnaldo Pomodoro. Il progetto è curato da Alberto Salvadori, in collaborazione con l’Archivio Ugo Mulas. L’inaugurazione è prevista per giovedì 17 settembre.

Al centro dell’esposizione è la relazione personale e professionale che, nel corso degli anni Sessanta, legò Mulas ai due scultori, entrambi figure di primo piano dell’arte italiana del secondo dopoguerra. Il fotografo incontrò Pietro Consagra alla Biennale di Venezia del 1960, mentre il rapporto con Arnaldo Pomodoro era iniziato già nel 1959 e sarebbe proseguito per oltre un decennio attraverso una collaborazione costante.

Per Mulas, fotografare le opere dei due artisti non significava limitarsi alla loro documentazione. La fotografia diventava piuttosto uno strumento per avvicinarsi al processo attraverso cui la scultura prende forma, osservandone il rapporto con la materia, il gesto, lo spazio e l’ambiente circostante. È in questo contesto che assume particolare rilievo il concetto di «fotografia giusta» elaborato dal fotografo: non necessariamente un’immagine bella o spettacolare, ma una fotografia necessaria, capace di restituire l’opera attraverso una conoscenza diretta e condivisa.

Ugo Mulas, Pietro Consagra nel suo studio, 1972. Fotografie Ugo Mulas © Eredi Ugo Mulas. Tutti i diritti riservati. Courtesy Archivio Ugo Mulas; Archivio Pietro Consagra – Cortesi Gallery Lugano / Milano

Le immagini dedicate a Consagra e Pomodoro mostrano così non soltanto il risultato finale, ma anche ciò che precede e circonda l’opera: il suo farsi, la relazione con lo spazio, la presenza della materia e il gesto dell’artista. La macchina fotografica si trasforma in uno strumento di indagine, attraverso il quale lo sguardo di Mulas cerca di rendere visibili aspetti del lavoro scultoreo che normalmente rimangono fuori dall’opera compiuta.

Dopo la presentazione del progetto a Milano, la mostra arriva a Lugano ripercorrendo una vicenda significativa della cultura artistica italiana del Novecento. Più che proporre tre percorsi separati, l’esposizione mette in evidenza una relazione intellettuale e umana nella quale fotografia, scultura e vita quotidiana si intrecciano. Ne emerge anche il ritratto di una stagione culturale in cui artisti, fotografi e intellettuali condividevano idee, pratiche e processi di lavoro, mettendo in discussione il confine tra opera e vita.

A corredo della mostra è disponibile un catalogo pubblicato da Allemandi, acquistabile in galleria o attraverso il sito di Cortesi Gallery.

Per maggiori informazioni: info@cortesigallery.com | +41 91 92 14 000

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